San Giorgio di N.
Non chiedete a Gianfranco Turchetti se è soddisfatto per la
sua "vittoria". Lui non considera tale il parere della
Direzione regionale ambiente che ha messo (forse) la parola
fine sulla questione delle bollette, sostenendo che quello
gestito dal Consorzio per la depurazione delle acque della
Bassa è un sistema fognario e che quindi il servizio c'è.
Non è una vittoria, perché non ha aggiunto nulla a quello
che il presidente già sapeva: «Avevamo accumulato in
precedenza una serie di pareri regionali e circolari
ministeriali, oltre a una fitta rassegna stampa del Sole 24
ore che non lasciava dubbi in proposito: il servizio è fornito
e le bollette vanno pagate. Il parere che abbiamo chiesto alla
Direzione regionale ambiente ha rappresentato uno scrupolo in
più, utile a convincere anche gli ultimi scettici che il
consorzio ha agito in piena ragione. Solo la fantasia di
qualcuno, a San Giorgio di Nogaro, insisteva nel dire che così
non è». Ieri sera Turchetti ha riunito il consiglio
d'amministrazione del Tubone per analizzare, tra l'altro,
anche la questione, alla luce dell'ultima novità.
La prossima mossa non può che essere lo "scongelamento"
delle bollette e l'ingiunzione al pagamento: «Il tempo di
predisporre le lettere, poi, nel giro di un mese, i cittadini
riceveranno la richiesta di provvedere. Lasceremo loro il
tempo materiale di farlo, credo ulteriori 30 giorni».
Dall'altra parte della barricata, il Comitato di difesa
ambientale della Bassa però non accenna ad arrendersi: Paolo
De Toni ha rilevato incongruenze e contraddizioni nel giudizio
espresso della Direzione ambiente che esporrà ai cittadini
nell'assemblea pubblica convocata per l'8 agosto sotto i
balconi del municipio sangiorgino.
Angelo Miorin