Lunedì, 24 Marzo 2003
In 25mila ad Aviano contro la guerra

Un serpentone lungo più di un chilometro. Protesta senza incidenti davanti alla Base Usaf

Aviano

"Fuori la guerra dalla storia". È lo slogan che campeggiava sullo striscione che apriva il lungo corteo di manifestanti, avvolti dalle bandiere dell'arcobaleno, impegnati a marciare sulla Base Usaf. «Siamo in 25mila - segnalava al megafono Michele Negro, una delleanime dell'appuntamento avianese -, questa è una giornata che nessuno potrà dimenticare». Per le forze dell'ordine, invece, erano in non più di 10mila. Il canonico balletto delle cifre non cambia la sostanza: la manifestazione ha avuto un successo lusinghiero, sia in termini numerici che di tranquillità generale.

Anche i temuti rappresentanti di Centri sociali, No-global e collettivi anarchici si sono limitati a un paio di gesti simbolici: una bandiera a stelle e strisce data alle fiamme e un manichino lanciato oltre la recinzione. La maglia sovrarete è stata bucherellata in più punti, oltre a diventare untazebao per cartelli, adesivi e manifesti. Ma anche questo era previsto. Poco meno dell'ordinaria amministrazione, vista la situazionebollente di questi giorni. Del resto i Carabinieri avevano intercettato e bloccato già prima della partenza una Fiat Panda che aveva a bordo mazze, bastoni, bombolette spray e alcol in buona quantità. Quattro giovani pordenonesi, di conseguenza, saranno ora denunciati per il reato di porto abusivo d'armi improprie.

I NUMERI -Nel corteo erano rappresentate 70 realtà, tra associazioni, circoli e movimenti, dai sindacati ai rifondatori, dai Beati allo Zapata. Ilserpentoneche si è messo in movimento dalla piazza avianese era lungo oltre un chilometro. Gli amplificatori, piazzati su due furgoni, fornivano l'accompagnamento musicale in diretta: Rino Gaetano, Pierangelo Bertoli, Daniele Silvestri, Gli Inti Illimani. L'impianto di sicurezza poggiava su 300 uomini, con reparti di Polizia e Carabinieri giunti pure da Bolzano, Padova, Vicenza e Gorizia. Poi c'era il servizio d'ordine che non si vede, quello interno alla fiumana, puntuale ed efficace. In cielo, a vegliare, un elicottero e un ultraleggero.

BUS NAVETTA - Due "Bus della pace" (contrapposti, in un cartello, al "Bus(h) della guerra") avevano trasportato ad Aviano poco più di un centinaio di persone, giunte in treno alla stazione pordenonese. Per il resto, tutti erano arrivati con mezzi propri. Nel gruppone c'era di tutto: carrozzine, carrozzelle, gente sui trampoli, pattinatori, biciclette, persino carrelli del supermercato. Tanti i cani, molti dei quali avvolti dalle bandiere dai 7 colori.

PARERI - «Ho portato anche mio figlio di 6 mesi - giurava Lucia, di Sacile - perché so che tutto andrà bene». «Gli americani - aggiungeva Clara, da Belluno - hanno commesso un'infamia. Io ho vissuto la seconda guerra mondiale, so cosa significa essere bombardati». Rinaldo Da Re, di Fontanafredda, andava oltre: «Ho lavorato per 35 anni in 12 Paesi diversi, dalla Nuova Caledonia al Kurdistan, ma per quello che sta succedendo in Medio Oriente posso soltanto parafrasare De Gaulle:C'est la folie de la grandeur. Per risistemare le cose qui ci vorrebbero Marat, Danton, Robespierre e Gesù Cristo insieme».