Giovedì, 17 Gennaio 2002 Il Gazzettino cronaca della bassa Friulana

SAN GIORGIO DI N. Il consorzio industriale ridimensiona le preoccupazioni per un nuovo polo energetico
No a megacentrali in Ausa-Corno
Il progetto Enron è venuto meno per bancarotta. I dubbi sollevati da Paolo De Toni
San Giorgio di Nogaro

«È già prevista la centrale da 800 megawatt della Caffaro, preferiremmo che ulteriori possibili insediamenti avessero una potenzialità minore». Di fronte alle due domande presentate da Enron Italia srl e Bg Italia srl per realizzare un mega impianto produttore di energia elettrica, il Consorzio per lo sviluppo industriale dell'Ausa-Corno si è mosso con i piedi di piombo, tant'è che il responso della "Commissione articolo 21" (composta dai rappresentanti dei Comuni di San Giorgio e Carlino, dell'Ass, del Tubone e dello stesso Ausa-Corno) è stato di «sondare la possibilità di realizzare due insediamenti con potenza inferiore e con impianti di raffreddamento ad aria e comunque di rinviare ogni decisione in merito nell'attesa di conoscere quali saranno le determinazioni della Commissione regionale per l'energia».

Venga letta dai maligni come una forma "protezionistica" nei confronti della Caffaro o come una logica conseguenza della nuova coscienza di "sviluppo sostenibile", la risposta potrebbe ridimensionare le preoccupazioni sulla trasformazione del Sangiorgino in un polo energetico, dissolvendo soprattutto quelle di impoverimento delle falde, non essendoci emungimento di acqua per il raffreddamento.

Le preoccupazioni sono del resto limitate anche da un evento accaduto oltre Oceano, ma che con l'Ausa-Corno, in questo caso, ha una strettissima connessione: la bancarotta della Enron. Una autentica "Energygate" su cui il ministero della giustizia statunitense ha avviato un'inchiesta penale che rischia di scuotere dalle fondamenta la Casa bianca, perché il presidente dalla multinazionale, Kenneth Lay, è uno dei maggiori finanziatori della campagna elettorale di George Bush.

Una questione difficile, perché lo stesso ministro della Giustizia, John Aschroft, ha ricevuto finanziamenti elettorali per 25 mila dollari e altri due suoi colleghi, quello del tesoro Paul O'Neill e quello del commercio Don Evans, sarebbero stati informati in anticipo della possibilità di bancarotta, come ha confermato Ari Fleischer, portavoce della Casa bianca.

L'Enron aveva già infastidito il Consorzio per aver seguito un iter procedurale irrituale e autonomo nella scelta del sito (insediandosi nel lotto di proprietà di un'altra azienda contattata direttamente) e adesso la sua uscita di scena potrebbe facilitare le cose, anche se questo non allenta l'attenzione degli ambientalisti.

«Vorremmo effettivamente capire perché il vicepresidente della Ziac Roberto Duz, al contrario del presidente Pelizzo, ha sostenuto che non era arrivata alcuna richiesta formale di insediamento da parte della Enron Italia e che cosa nasconde la corsa alle megacentrali - chiede il leader del Comitato di difesa ambientale della Bassa Paolo De Toni, autore di un esposto alla magistratura sull'impianto di Torviscosa che ha provocato l'apertura di un'inchiesta - perché, viste le necessità della zona, poteva al massimo essere concessa un'autorizzazione per 200 megawatt alla Caffaro e nell'Ausa-Corno. Quella da 800 megawatt di Torviscosa, moltiplicherà per 5 gli ossidi di azoto e provocherà un enorme aumento di umidità».

Immediata la risposta dell'Ausa-Corno: «Non vi è alcuno scollamento tra i responsabili del consorzio ; chi afferma il contrario intende solamente gettare inconsistenti ombre sull'operato dell'ente che è stato, invece, lineare, trasparente e rispettoso delle procedure previste». Il vertice del Consorzio cancella a priori ogni tentativo di collegamento con il caso Enron: «Le disavventure di una delle aziende hanno conquistato le prime pagine degli organi di informazione mondiali, ingenerando in qualcuno l'assurda presunzione di voler trascinare nello scandalo anche la Bassa con un'azione evidentemente fuori luogo, immotivata e destituita da ogni fondamento».

Angelo Miorin