| Tolmezzo
Se violazioni ci sono, allora qualcuno dovrà pagare. Sulla cartiera di Tolmezzo la Commissione europea annuncia le sue mosse con una risposta alla parlamentare verde europea, Monica Frassoni. Era stata lei a presentare il 24 aprile un'interrogazione scritta per sapere se la Commissione "non intendesse intervenire per la violazione della normativa comunitaria commessa dall'Italia". La situazione paradossale, che continua a tutt'oggi, è quella di una cartiera che, nonostante il sequestro disposto mesi fa dalla magistratura, continua a funzionare. Com'è noto, il sequestro fu ritenuto necessario a causa dell'inquinamento provocato dagli scarichi della cartiera, direttamente immessi nel Tagliamento bypassando addirittura il depuratore comunale.
Rischiosissimi i danni per il fiume e l'ambiente. Successivamente, in uno stato di emergenza socio-ambientale dichiarato il 14 febbraio con Decreto del Presidente del consiglio, il Presidente della Regione, nominato commissario per l'emergenza, autorizzava lo scarico della cartiera "alle attuali condizioni". Motivazione: in attesa di "approfondimenti". Ma, "in attesa di approfondimenti", l'ipotesi più ovvia non sarebbe stata la chiusura? E invece -scrive la parlamentare- la 225 del '92 è stata usata, anziché per la tutela ambientale, per risolvere la "calamità" della chiusura.
E così, se la legge italiana è stata distorta, quella comunitaria rimarrebbe l'ultimo baluardo. La Commissione infatti intende garantire la conformità alle leggi europee. E se dovesse riscontrare il mancato rispetto della 76/464, che riguarda l'inquinamento da sostanza pericolose scaricate nell'ambiente idrico, e della 91/271, che regola il trattamento delle acque reflue urbane, saranno dolori. L'articolo 226 del Trattato comunitario europeo punisce i trasgressori della legislazione Ue. E la Commissione ribadisce con forza il suo ruolo di "guardian". E come ogni "guardian" che si rispetti, in caso di infrazioni, farà fioccare le punizioni. Prima fase: ricognizione. L'organo europeo "prenderà appropriate misure per raccogliere dettagliate informazioni a riguardo". Seconda fase: sentenza. E questa volta, a meno che la Regione non voglia andare in rotta di collisione con l'Europa, dovrà attenersi ai diktat europei. La Commissione approfondirà una volta per tutte.
Irene Giurovich
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