Mercoledì, 14 Novembre 2001. Articolo tratto dal il Gazzettino

SAN GIORGIO DI NOGARO È improbabile che si dia l’"ok" sulla valutazione di impatto ambientale
Fingel, la giunta chiederà una proroga
San Giorgio di Nogaro

L'esposto di Paolo De Toni al giudice Felice Casson sta facendo effetto, costringendo sia l'Azienda sanitaria che l'amministrazione comunale sangiorgina a rallentare sulla Fingel. L'ok sulla valutazione di impatto ambientale richiesto dalla Provincia non appare così scontato, così come non è certo neppure che il consiglio comunale si esprima in proposito il 22 novembre. Il giorno dopo scadono i termini (30 giorni) per l'approvazione (varrebbe, in caso contrario, il silenzio assenso), ma il sindaco Tonino Occhioni sembra intenzionato a chiedere una proroga, seguendo l'identica strada già tracciata dall'Azienda sanitaria, che ha chiesto non solo più tempo per esprimere il proprio parere, ma anche una restrizione delle sostanze da trattare.

La Fingel, azienda specializzata nei reflui, si trova in una situazione incredibile: ha avuto dalla Provincia l'autorizzazione a lavorare, ma non quella per la costruzione degli impianti, che per questo motivo sono da mesi sotto sequestro. Per sanare la situazione, l'azienda ha avviato le procedure per ottenere ora l'autorizzazione, ma una "sanatoria" in questi termini sarebbe contraria alla legge, secondo quanto segnalato da De Toni a Casson.

Sull'argomento le forze del centro-destra sangiorgino si sono dichiarate in linea con gli ambientalisti. «Una posizione piena di contraddizioni - accusa però l'assessore ai Consorzi e capogruppo di maggioranza Ermilio Taverna - perché la Fingel ha avuto una regolare autorizzazione a trattare senza alcuna limitazione dalle forze politiche come governano Regione e Provincia, che sono le stesse che invece, a San Giorgio di Nogaro, si dichiarano contrarie. Più che scaricare responsabilità su di noi, Polo e Lega dovrebbero chiedere chiarimenti a Udine e Trieste. Quanto alla nostra posizione, abbiamo chiesto una puntualizzazione alla Provincia su che tipo di "Via" dobbiamo esprimerci; se si tratta di un parere tecnico-urbanistico saremo ovviamente favorevoli, perché i nostri uffici, in base al Regolamento edilizio, hanno già rilasciato una concessione per ampliare l'impianto; se invece si tratta di una valutazione "ambientale" abbiamo bisogno di ulteriori elementi per capire che tipologia di sostanze verrà trattata e quindi cercheremo di avere una proroga. Voglio anche sottolineare che l'Ass ha chiesto sia ridimensionata la gamma di rifiuti liquidi da trattare e quindi, in ogni caso, alla fine avremo una garanzia in più rispetto alla situazione esistente».

Angelo Miorin