"Non chiudetevi nelle torri d'avorio"
di TULLIO REGGE
Viviamo in un'epoca di glorificazione della scienza e della tecnologia e di nuove scoperte che incantano i giovani ma che, al tempo stesso li lasciano perplessi sulle scelte da fare. La prima constatazione che, come accade in tutte le professioni, per andare avanti occorre passione ma anche saper soffrire. Solo soffrendo si apprende un mestiere e a dominarlo senza esitazioni.
L'apprendimento della scienza non è dissimile a quello della musica, ammiro nei musicisti la capacità di ripetere all'ossessione lo stesso brano fino a giungere alla perfezione ma anche, in quelli veri, la visione d'insieme e quella simbiosi con l'emozione che fa il vero artista. Senza emozione e senza sofferenza non si diventa scienziati.
Ma quale disciplina preferire? Nella scelta finale intervengono memorie ancestrali, la famiglia ma anche le mode intellettuali che periodicamente agitano il mondo dei giovani. Ai miei tempi, parlo di mezzo secolo fa, era di moda la fisica, relatività e meccanica dei quanti erano per me un' esca irresistibile. Si viveva la rivoluzione scientifica, i suoi eroi e le sue leggende erano davanti a noi. La fisica ha sconvolto la nostra visione del microcosmo e del macrocosmo, ha prodotto nel XX secolo nuove tecnologie che hanno a loro volta scatenato altre rivoluzioni scientifiche in campi diversi come la biologia, l'astrofisica ma anche la matematica.
Nonostante il mio entusiasmo penso che la fase rivoluzionaria della fisica stia per finire o vada perlomeno incontro a una stasi che spero temporanea. Per dirla alla Kuhn la fisica è al momento scienza normale, la bandiera della rivoluzione è in mano alla biologia ma anche in discipline affini alla fisica quali la cosmologia e l'astrofisica che conoscono uno sviluppo tumultuoso e affascinante per via della nuova strumentazione. Telescopi spaziali, sonde e nuovi grandi telescopi terrestri ma anche possenti metodi informatici hanno rivoluzionato le tecniche osservative.
Consiglierei ai giovani di rivolgersi alle scienze in fase di rapido sviluppo e di guardare al futuro ma al tempo stesso di non cedere ai paroloni di moda. Chi si ricorda della cibernetica? Trenta anni or sono pareva la fine del mondo ma oggi è ormai un carrozzone in disuso, buono per gli antiquari, le poche cose buone che ha combinato sono state travasate altrove. Lo stesso dicasi dei frattali. State attenti alle etichette che promettono molto ma che poi svaniscono nel nulla. Come antidoto consultatevi con esperti, non con uno solo ma con molti in modo da avere una visione equilibrata della ricerca.
La scienza è andata avanti ma ha lasciato retrovie aperte alle incursioni del nemico. Ideologie all'apparenza nuove, ma che sfruttano paure ancestrali vecchie quanto l'uomo tentano di screditare la scienza. Ai futuri scienziati raccomando di non chiudersi in una torre d'avorio, di dialogare e di darsi da fare affinché il progresso scientifico soddisfi non solamente la nostra sete di conoscenza, ma ci dia anche un futuro migliore.
Docente di fisica al Politecnico di Torino
l3 dicembre 2004
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