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ELISABETTA
DONINI |
Nata in provincia di Cuneo, Elisabetta Donini vive per lo più a Torino, con un lungo periodo di lavoro di esperienza umana e politica nel Meridione. Ha insegnato fisica nell’Università di Torino e fa parte del Cirsde-Centro Interdipartimentale di Ricerche e Studi delle Donne e del Centro di Studi per la Pace della stessa Università. Da anni i suoi interessi di ricerca si sono concentrati sulla critica storica delle scienze e sul rapporto tra scienza e società. Man mano che cresceva in lei l’impegno nel Movimento delle donne e nell’elaborazione femminista, si approfondiva anche il desiderio di interrogare scienza, tecnologia, modelli di sviluppo in relazione al segno di “genere” che vi hanno impresso secoli di dominanza maschile. Il lavoro teorico e l’attività politica sono infatti sempre stati strettamente legati, sia rispetto a questioni come il nucleare negli anni Ottanta sia rispetto alle guerre degli anni Ottanta e Novanta, con un continuo sforzo di contribuire al consolidamento delle relazioni tra donne di parti in conflitto (dalle esperienze con donne israeliane e palestinesi a quelle con donne dei Balcani). Ha pubblicato numerosi saggi e articoli ed è autrice in particolare di due volumi: La nube e il limite. Donne, scienza, percorsi nel tempo (Torino, Rosenberg & Sellier, 1990) e Conversazioni con Evelyn Fox Keller, una scienziata anomala (Milano, Eleuthera, 1991).
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Elisabetta Donini ha risposto dichiarando le sue “resistenze” a promuovere l’accesso delle donne alla scienza, così come essa è. “Non desidero affatto che ci siano più donne, ragazze, bambine, educate all’entusiasmo della scienza, se simultaneamente non si riesce a cambiare cosa significa conoscenza scientifica.” |
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Globalizzazione e network (Pisa, Letere e
filosofia, marzo 2000) |
| Converesazioni
con Evelin Fox Keller. Una scienziata anomala (1991) |
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lntervista
fatta dal Gruppo Ecofemminista del Friuli nel 1984
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Diversità,
differenza, soggettività
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in
costruzione |