ECOFEMMINISMO
stralci da un percorso teorico-politico significativo

Riproponiamo alcuni brani tratti da un percorso teorico-politico iniziato quasi venti anni fa; un percorso in cui femminismo ed ecologia hanno trovato connessioni profonde ... E' in questo percorso che ci siamo inserite come Collettivo Ecofemminista Friulano nel 1984; un percorso che, nei suoi nuclei fondamentali, può appartenerci ancora, anche come Dumbles, feminis furlanis libertaris. Ecofemminismo: una strategia politica per ripensare il mondo ... per uscire dalle logiche di dominio di un sesso su un altro, dell'uomo sulla natura, sui popoli ... Lo pensavamo venti anni fa, possiamo pensarlo ancora.


... La scienza ecologica si occupa delle connessioni di tutte le forme viventi. Cerca di armonizzare natura umana e non umana ... Essa punta ad avere una visione globale, in un periodo di frammentazione e di specializzazione ... E' una scienza ... che suggerisce delle direzioni per la ricostruzione della società umana in armonia con l'ordinamento naturale ... Gli ecologisti sociali pongono il problema di come si può sopravvivere sul pianeta e sviluppare sistemi di produzione ... che permettano agli esseri umani di soddisfare i loro bisogni materiali vivendo in armonia con la natura non umana ... Questo tentativo cosciente di avere una visione globale, per quanto riguarda gli aspetti biologici e sociali dei rapporti tra gli esseri umani e la loro organizzazione, è conosciuta come ecologia sociale. Questa prospettiva è stata sviluppata da Murray Bookchin ... Per utile che sia questa analisi, l'ecologia sociale, senza il femminismo, è incompleta. Il femminismo fonda la sua critica del dominio identificando le sue forme nel modello che rappresenta il dominio degli uomini sulle donne ... L'analisi femminista fornisce la teoria, il programma e lo sviluppo senza i quali il potenziale radicale dell'ecologia è monco. L'ecofemminismo sviluppa le connessioni tra l'ecologia e il femminismo di cui l'ecologia sociale ha bisogno per raggiungere i suoi scopi dichiarati: la creazione di un modo di vivere libero ed ecologico ... Senza una profonda analisi femminista del dominio sociale che riveli le radici interconnesse dell'odio verso le donne e dell'odio verso la natura, l'ecologia è incompleta ... La finalità di armonizzare l'umanità e la natura non umana ... non può essere realizzato senza la visione radicale e la comprensione che viene aperta dal femminismo. Gli interessi gemelli ecologia-femminismo, liberazione umana e non umana, aprono la strada alla ricerca di differenti regole etiche necessarie alla presa di decisioni sul terreno dell'energia e della tecnologia ... Per smascherare l'idea di una gerarchia naturale sulle persone, l'ecofemminismo utilizza la prospettiva ecologica secondo cui non ci sono gerarchie nella natura: nè tra le persone, nè tra le persone e il resto del mondo naturale. Noi viviamo sulla terra con delle migliaia di specie, la specie umana è solo una delle tante. Nonostante ciò la specie umana è nella sua struttura patriarcale la sola che ha la credenza cosciente di aver il diritto e l'autorità sulle altre specie e sul pianeta intero. Paradossalmente la specie umana è completamente dipendente dalla natura non umana. Noi non potremmo vivere senza il resto della natura; essa potrebbe vivere senza di noi.

Ynestra KING, L'ecologia del femminismo, il femminismo dell'ecologia in: Journal d'expressions libertaires, 1984. Tradotto dal Gruppo Ecofemminista del Friuli nel giugno 1986.


L'ecofemminismo, nell'ambito dell'ecologia sociale, si colloca come una strategia parallela, cioè come una serie di analisi, proposte, intuizioni e sensibilità organizzate a partire da un argomento specifico mirato a sradicare un aspetto della diramazione del dominio: quello di un sesso su un altro. L'ecofemminismo si regge quindi sulla base di un discorso sessuato non gerarchico; propone la donna come soggetto storico della sua liberazione, valorizza lo sviluppo in positivo del suo carattere autoplastico; introduce la necessità di una nuova epistemologia tra donne affinchè esse stesse non riproducano le gerarchie di sesso di cui sono succubi ...
(Dalla relazione del convegno sull'ecologia sociale presentata dal Collettivo Ecofemminista Friulano. Bologna13-14 aprile 1984)


.. Un ultimo commento a proposito di ecologia, femminismo ed ecofemminismo. In questi giorni abbiamo già avuto occasione di chiarirci sulle diverse interpretazioni che associamo ad alcuni termini, ma quando - specie nei tuoi lavori più recenti - ho visto crescere l'interesse per le categorie di coerenza, risonanza, totalità, complessità, ho pensato che tu andassi maturando una maggior simpatia per il punto di vista ecologico. In passato, per altro, eri stata molto dura nella critica dell'ecofemminismo (cfr. in particolare Keller A15). Probabilmente abbiamo immagini molto diverse dell'ecologia.

Quando tu hai citato Gregory Bateson mi sono resa immediatamente conto che usavi la parola ecologia in un contesto diverso dal mio, in un senso molto più generale. La mia reazione si riferiva all'ecologia nel contesto americano che, per quel che ne so io, non ha nulla a che vedere con Bateson. Non sono molto al corrente dello sviluppo recente del movimento ecologista, ma nei primi anni '80 mi infastidiva di venire inclusa nel movimento ecofemminista americano. E questo per una ragione: non mi sembrava molto importante abbracciare l'equazione tra donna e natura e, nella misura in cui vedevo che l'ecofemminismo si basava su detta equazione, giudicavo impossibile una tale affiliazione. Quindi ho mantenuto le distanze con l'ecologia per ragioni che probabilmente non sono valide, ma che hanno a che vedere con il modo in cui l'ecologia ha funzionato negli Stati Uniti. C'è un altro punto che mi preoccupa molto e che mi spinge a distanziarmi da quel che viene chiamata ecologia profonda. La mia posizione è decisamente antropocentrica, lo riconosco; io mi dedico alla sopravvivenza della specie umana, della vita umana nell'ecosistema, e mi pare che sia tra il folle e l'assurdo il non tenerne conto, o il pretendere di non tenerne conto. E' proprio da scienziati l'idea che si possa fare a meno del sogetto umano. Senza esseri umani tutto finisce, ogni percezione cessa. Quindi non ho fantasie su un universo senza esseri umani.

 Elisabetta DONINI, Conversazioni con Evelin Fox Keller una scienziata anomala, Elèuthera, Milano 1991, p.141-2.


Fra le pensatrici ecofemministe più interessanti di questi anni citiamo Janet Biehl e vi proponiamo un link con un'intervista del 1998 fatta in occasione della pubblicazione del suo libro La politica dell'ecologia sociale.