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Duz "beffato"






SABATO, 11 SETTEMBRE 2004 Pagina 8 - Udine

Duz: «La Snia non ha mantenuto gli accordi»

Torviscosa: il primo cittadino chiede chiarimenti sui mancati investimenti della Caffaro

TORVISCOSA. «L’incontro con la dirigenza Caffaro non è stato esaustivo, perchè su alcuni importanti nodi non abbiamo avuto le risposte che volevamo. La Snia, di cui Caffaro fa parte, non ha mantenuto gli accordi: ha veduto il 50% della centrale dandoci un nuovo interlocutore, ma soprattutto a tutt’oggi non ci ha ancora spiegato cosa farà dei soldi, centinaia di miliardi di vecchie lire, guadagnati a Torviscosa».
E’ critico il sindaco di Torviscosa Roberto Duz nei confronti di Snia dopo l’incontro, avvenuto giovedì sera con i vertici locali della Caffaro, che evidentemente non ha chiarito affatto le problematiche emerse in questi giorni e che ha invece approfondito la spaccatura tra il Comune e il colosso italiano della chimica.
«L’amministrazione comunale - precisa Duz - continuerà a sostenere le attività tese al potenziamento dell’azienda storica del sito di Torviscosa, la Caffaro. Le rimostranze di questi giorni non sono riferite alla dirigenza locale, ma hanno lo scopo di evidenziare gli accordi non mantenuti da parte di Snia. Nell’incontro di giovedì scorso, si è ribadito lo stato di temporanea difficoltà dell’azienda, determinato da una serie di fattori negativi (situazione congiunturale del mercato, impegno nel campo ambientale teso al risanamento del sito, ecc...) che ci auguriamo si possano risolvere anche con l’avvio del nuovo impianto cloro soda».
«Nei riguardi di Snia - sottolinea Duz - concordiamo con le recenti dichiarazioni del vicesindaco Tomba: la totale contrarietà all’avvenuta vendita del 50% delle azioni di Caffaro Energia che ci consegna un’interlocutore imprevisto, ma soprattutto perchè a tutt’ora Snia non ci ha spiegato cosa ne farà dei soldi guadagnati a Torviscosa, diverse centinaia di miliardi di vecchie lire».
Il sindaco evidenzia che la sua amministrazione di fronte a questi fatti ha l’obbligo di di informare l’opinione pubblica, anche a fronte della situazione creatasi dal passaggio di Caffaro da Spa in Srl: «Non siamo titolati a giudicare - dice Duz -, gli accordi con Snia prevedevano però che la ragione sociale fosse portata a Torviscosa, con conseguente disponibilità di nuovi posti di lavoro per giovani diplomati e laureati: ciò non è avvenuto. Se è vero che da un lato il piano di riconversione ha portato al potenziamento reale del sito di Torviscosa, riconversione che aveva ed ha lo scopo di dare nuovo ossigeno all’azienda storica, con la vendita della centrale, quel valore aggiunto indispensabile per governare la riqualificazione (che era uno degli obiettivi principali dell’appoggio dato alla realizzazione della centrale) viene tolto e di conseguenza si toglie anche quella boccata di ossigeno di cui Caffaro aveva ed ha bisogno».
Duz conclude sottolineando che l’intervento non vuole essere «motivo di polemica con chichessia», ma conscio del ruolo istituzionale che l’amministrazione svolge, ritiene fondamentale informare la comunità torviscosina di quanto sta accadendo.
Francesca Artico