Articolo da "La Repubblica " del 13 gennaio 2008


La donna e il violentatore lavorano entrambi per la Galleria
Una donna stuprata nel bagno degli Uffizi

MICHELE BOCCI
FIRENZE
Violentata in un bagno dei cantieri di ampliamento degli Uffizi, a pochi metri dalle centinaia di turisti che ogni giorno affollano uno dei più famosi musei al mondo. La vittima è la dipendente di una ditta di pulizie, bloccata alle spalle mentre lavorava da un operaio impegnato nelle grandi opere per aumentare le sale di esposizione della galleria fiorentina. Venerdì alle 12 nessuno ha sentito le grida della vittima, una ventenne, che risuonavano all´interno di un container adibito a bagno e piazzato nell´area di cantiere, che sporge sul piazzale degli Uffizi, alle spalle della loggia dei Lanzi. Quando il violentatore si è riabbottonato i pantaloni la donna è corsa alla vicina stazione dei carabinieri. L´indagine per risalire all´operaio è stata brevissima. I militari lo hanno arrestato intorno alle 17, quando era ancora sul cantiere a lavorare. Ha 36 anni, è nato a Torre del Greco (Napoli) e risiede a Cavriglia in provincia di Arezzo. E´ separato e non ha precedenti penali. Ai carabinieri non ha detto niente, né per negare le sue responsabilità né per ammetterle. La vittima ha raccontato che da qualche giorno l´uomo la infastidiva tentando approcci e chiedendole di uscire insieme. Lei ha sempre rifiutato finché venerdì lui ha approfittato di un orario in cui gli altri operai sono a fare la pausa pranzo e, sapendola al lavoro per pulire il bagno, l´ha violentata.
Solidarietà alla vittima è stata espressa da Massimo Bucci Beltrami, il presidente della società Grandi Uffizi che ha dato in subappalto i lavori di ristrutturazione alla ditta per cui lavora l´uomo arrestato e dalla soprintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini. Anche su questo episodio è intervenuta il ministro per le politiche della famiglia, Rosy Bindi esprimendo «sgomento di fronte ai nuovi e ravvicinati fatti di violenza consumata sulle donne. E´ una triste conferma dell´urgenza di approvare al più presto il disegno di legge presentato dal Governo e all´esame della commissione Giustizia della Camera per contrastare questo fenomeno purtroppo crescente». Per il ministro, «si tratta di una innovazione legislativa che può rafforzare le strategie di prevenzione».