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25 novembre 2006 - giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Sembra non essreci società, morale, tempo e luogo, in cui sulle donne non si compia violenza. Nel "civile" occidente, per le donne è la prima causa di morte.
La triste eredità del genere maschile, trasmessa dai padri ai figli che la agiscono e la amplificano con i nuovi ausili tecnologici. La violenza sulla vittima data in pasto, una volta al bar, ora al monitor, ad una società friutrice vacua e voieuristica.
Bulli e pupe spopolano. Gli uni praticano quello che hanno imparato: il dispregio dell'altro; le altre praticano la via che la morbosità televisiva ha tracciato per loro (visto "La pupa e il secchione"?). Intorno, intanto, in casa si ammazza, per strada si stupra, sul lavoro si molesta, e per accontentare il cliente si schiavizza. E per tutto questo non c'è scandalo perchè non c'è etica, meno che meno in politica. Leggete, leggete la filosofia del Prof. Brunetta, solo l'esempio odierno di uno stile politico deleterio, che da destra a sinistra si riproduce su quel patriarcato che non è mai finito, ma proprio per questo, da tutti i suoi ambiti di ri-generazione va demolito.
Donne: contro la violenza, ribellione e resistenza!
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