Articolo da "La Repubblica " del 29 agosto 2006


Il ricordo dell´aggressione subita: avevo diciotto anni, mi salvai reagendo con il tacco a spillo
Anna Falchi: io, sfuggita alla violenza chiedo la castrazione per i maniaci

NICCOLÒ ZANCAN
TORINO - «Per questa gente ci vuole la castrazione chimica». Anna Falchi commenta i fatti di Milano. Lo fa raccontando per la prima volta un incubo vissuto in prima persona.
Era una sera del 1990. Signora Falchi, cosa ricorda?
«In quel periodo ero a Torino. Avevo 18 anni, affiancavo Gambarotta e Magalli per Lascia o Raddoppia. Sono uscita dalla Rai di via Verdi, da sola».
Cosa è successo?
«Mi sono accorta di essere seguita. Era un africano tutto sporco. Acceleravo il passo e lui pure. Mi ha scaraventa contro i bidoni dell´immondizia, voleva stuprarmi. Urlavo, ma non c´era nessuno. Così mi sono sfilata una scarpa con il tacco a spillo e l´ho colpito in faccia».
L´attimo successivo?
«È scappato. Sono andata in albergo a piedi nudi. Ho chiamato mia madre, poi i carabinieri, ma ero troppo scossa per fare un identikit».
Oggi cosa significa per lei ripensarci?
«Ringrazio Dio che mi ha dato la forza di difendermi. Sono alta uno e 78, sono forte. Ma sono stata anche fortunata».
Quanto è cambiato il suo modo di vivere?
«Mi guardo alle spalle. Non giro più da sola. Tengo la bomboletta spray nella borsa, anche se è vietata».
Altri accorgimenti?
«Mi faccio accompagnare fin dentro al portone di casa. Prima facevo anche delle ricognizioni nelle stanze».
A Milano le donne hanno paura. Cosa si sente di dire?
«Vedo che molte accettano passaggi dagli sconosciuti. Allora è colpa anche delle donne».
Devono rinunciare alla libertà?
«Sì, devono. Del resto la nostra vita è piena di restrizioni. L´abbigliamento, per esempio, non va trascurato: evitate di andare in giro scollacciate. Per questo mi vesto spesso da maschiaccio».
Le è rimasto addosso qualcosa che assomiglia a un pregiudizio?
«Sì, da allora guardo gli extracomunitari con diffidenza».
Gli stupratori non sono soltanto extracomunitari.
«Infatti, bisogna sempre scappare da tutti gli uomini violenti. Se uno ti picchia lo rifarà».
Le è successo altre volte?
«Avevo 13 anni. Ero ospite da un´amica, a Rimini. Era un posto tranquillissimo. Eppure ci hanno aggredite in un parco. Sono caduta, ho battuto la testa, quelli del branco sono scappati».
Qualcuno chiede pene più severe. Lei?
«Mi ha sconvolto la storia di quella ragazza violentata da un extracomunitario a Piazza di Spagna. Dopo due anni è finito ai domiciliari ed è scappato. Io invoco la castrazione chimica».

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