Articolo da " La Repubblica" del 28 aprile 2006


Palermo, picchiate, molestate e minacciate. Non c´è stato stupro ma i due giovani sono stati arrestati
Notte da incubo per due ragazze violentate dai loro "amici"
"Rinchiuse per ore in un casolare, hanno tentato di violentarci ma abbiamo resistito"

DAL NOSTRO INVIATO
Alessandra Ziniti
Belmonte Mezzagno (Palermo) - Quattro ore da incubo in un casolare nelle campagne deserte di Belmonte Mezzagno, a venticinque chilometri dai pub di Palermo dove avevano passato la serata. I due amici del gruppo trasformatisi improvvisamente in aguzzini, schiaffi, botte, percosse con utensili, palpeggiamenti, minacce. Una notte da arancia meccanica per due studentesse palermitane (una delle quali minorenne) liberate solo all´alba, finito con l´arresto di due ragazzi poco più che coetanei.
Non c´è stato stupro, ma Danilo Benigno, 19 anni, e Giovanni Martorana, 18 anni appena compiuti, sono finiti in carcere con le accuse di lesioni e violenza sessuale, come prevede il codice di procedura penale per pesanti molestie anche quando non finiscano in stupro. Arrestati quando erano ancora per strada dai carabinieri di Misilmeri meno di un´ora dopo aver abbandonato le due ragazze, alle cinque del mattino, per le strade del paese. Doloranti e sotto choc, le due studentesse, all´ultimo anno di liceo a Palermo, hanno avuto la forza di chiamare i carabinieri e di fare i nomi dei ragazzi che le avevano conciate in quel modo. «Ci hanno picchiate, rinchiuse per ore in un casolare di campagna, hanno tentato di violentarci, ma noi abbiamo resistito. Non avremmo mai creduto che la serata potesse finire così». Dal carcere di Termini Imerese, Giovanni Martorana fa arrivare le sue scuse: «Abbiamo sbagliato, chiedo scusa, ma non volevamo stuprarle. E´ stata una ragazzata».
Si conoscevano e frequentavano da tempo i quattro. Solo due settimane fa, le ragazzine erano state invitate a casa di Giovanni per la sua festa di 18 anni. Ma venerdì scorso una normale serata tra amici in giro per pub, è finita con un fuori programma di violenza, complice forse anche un po´ di alcol di troppo. Ma niente droga. La notizia, tenuta riservata dalle forze dell´ordine, ha fatto però subito il giro del paese dove i ragazzi sono ben conosciuti. Giovanni Martorana è il figlio di Pietro, ucciso sei anni fa nell´ultima faida tra cosche, Danilo Benigno è il figlio del titolare della polleria del paese, parente acquisito di un uomo politico. E il tentativo di stupro, cinque cinque giorni dopo, prima che sui giornali è finito sui banchi di scuola con un tema lasciato dalla maestra ai bambini di quinta elementare che ha fatto insorgere il paese. "La droga oggi, cronaca belmontese, due ragazzi arrestati", la traccia suggerita dall´insegnante che ai tanti bambini perplessi che chiedevano indicazioni ha risposto: «Fatelo sulle dicerie del paese di queste giorni». Poi ha visto alzarsi la mano di un piccolo alunno che ha obiettato: «Maestra, ma quello è mio cugino». E in paese è successo un putiferio con la famiglia di uno degli arrestati che ha presentato una formale protesta. «I ragazzi hanno sbagliato e pagheranno, ma la gogna è un´altra cosa».

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