Sarà processato in Italia Robert Scott Gardner, 21 anni, il militare statunitense, in servizio alla Base Usaf di Aviano, accusato di aver stuprato una 14enne, insieme con tre ragazzi albanesi, due dei quali minorenni. Il fatto accadde nell'ottobre del 2002, in pieno giorno, in un attico in centro città, di proprietà di un amico dell'americano. Il rebus giuridico sui confini delle relazioni internazionali su chi abbia il diritto-dovere di giudicare l'americano, lo Stato ospite ovvero l'Italia, o lo Stato d'origine, ovvero gli Usa, è stato risolto ieri, con la formale revoca, firmata dal ministro della Giustizia, Roberto Castelli, della rinuncia alla giurisdizione. In altre parole, lo Stato italiano che aveva rinunciato a giudicare Gardner ha fatto marcia indietro. Il ministro si è insomma arreso di fronte alla tenacia del "piccolo" giudice di provincia, Rodolfo Piccin, che si era opposto alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero, che avrebbe permesso di affidare il giudizio alla Corte marziale Usa, e anche delle iniziative di protesta poste in essere con due interrogazioni parlamentari spinte da varie associazioni che si occupano delle donne vittime di violenza. In particolare, ci si riferisce alle interrogazioni presentate dalle parlamentari Franca Bimbi e Luana Zanella e da Enrico Buemi. «Sono soddisfatto per questa revoca - ha commentato il giudice - perchè ristabilisce il buon senso. Era la prima volta in 45 anni che un ministro rinunciava alla giurisdizione, per altro a riguardo di un reato gravissimo, commesso ai danni di un'italiana, sì da un militare, ma non durante le sue funzioni. Ora il processo si terrà in Italia, non so quando nè come - ha aggiunto riferendosi alle modalità del rito - che sarà scelto dalla difesa».
«La considero una vittoria», ha commentato l'avvocato Rosanna Rovere, che assiste la giovane vittima dello stupro di gruppo, la vicenda della quale in questi giorni è stata riportata su tutti i giornali nazionali. «Ora la mia assistita, ormai 16enne - ha aggiunto - potrà avere anche il risarcimento economico, cosa, questa che altrimenti non avrebbe ottenuto in America, poichè nei processi penali non ci si può costituire parte civile. Il giudice Piccinin, fissando comunque l'udienza preliminare per ieri, non tenendo conto della rinuncia alla giurisdizione, si è dimostrato molto coraggioso».
Il difensore del presunto aggressore, Antonio Malattia, che a suo tempo si occupò del caso Cermis, ed è ormai considerato un esperto di diritto intenazionale, Patto atlantico e Convenzione di Londra, dal canto suo, definisce «una magra figura quella del ministro Castelli. La Convenzione di Londra - spiega - dà all'Italia la priorità di scegliere se occuparsi o meno del processo. L'Italia in questo caso aveva rinunciato a processare Gardner e, ad essere sincero, ne ero rimasto sorpreso anch'io. Ora però, fa un dietrofront ingiustificato, adducendo motivazioni che non hanno fondamento. Per esempio il ministro dice:"visto che in America non si è ancora iniziato a processare Gardner...", ma questo non è stato possibile, perchè le indagini in Italia devono ancora essere concluse. Inoltre il ministro cita l'uffico americano Usso, il quale conferma di non potersi fare carico del risarcimento del danno della vittima, ma è cosa nota che il processo penale Usa non prevede la costituzione di parte civile. Per ottenere il risarcimento si deve istruire un'apposita causa a parte, come accadde per il pugile O.J.Simson, accusato di aver ucciso la moglie (che fu assolto in sede penale e condannato in quella civile)».
Sul fronte delle indagini, Malattia sottolinea poi «che ancora si attendono i risultati degli accertamenti del Ris sul Dna e altro, che le versioni di tutti i protagonisti della vicenda sono discordanti e, pertanto, resta ancora tutto da chiarire e da definire».
Antonella Santarelli
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