Articolo da "Il Corriere della Sera " del 18 febbraio 2006


A favore della sentenza
«È una decisione tecnicamente perfetta»
Grazia Volo, avvocato penalista, si è battuta per anni a favore dei diritti delle donne: «Le proteste? Solo veterofemminismo»

ROMA - «Tecnicamente la sentenza è perfetta e chi protesta lo fa senza aver letto le carte. Per veterofemminismo». Eppure Grazia Volo di femminismo se ne intende: avvocato penalista, si è battuta per anni a favore dei diritti delle donne. A prima vista le sue parole sorprendono.
Perché parla di sentenza tecnicamente perfetta?
«La Cassazione, giustamente, ha giudicato illogica la motivazione e per questo ha rinviato il processo in appello. Questo è quello che conta: non ha detto che quell’uomo non va condannato ma che bisogna rifare la sentenza perché non è logica».
Perché non è logica?
«Perché parla di fatto ripetuto più volte, mentre l’episodio è stato uno solo. E perché quella violenza è anomala: un rapporto orientato nelle modalità dalla parte offesa. Una ragazzina esperta perché altrimenti è difficile dire questo sì, questo no».
Ma si può dire che la violenza è meno grave se la vittima ha avuto già rapporti?
«Questa sentenza si applica al caso singolo. E in questo caso le carte dicono che sì, quell’affermazione è sensata. Diverso sarebbe se ci fosse una massima e la sentenza avesse valore generale».
Cosa vuol dire?
«La sentenza ha una massima quando introduce un principio valido in tutti i nuovi processi. Qui la massima non c’è. E quindi non c’è un nuovo criterio di interpretazione della violenza sessuale. Quelle parole per gli altri processi valgono zero».
Ma hanno fatto bene a scrivere quella frase anche se riferita a un singolo caso?
«Ripeto, in questo episodio le carte dimostrano che quella frase non era fuori dal mondo. E poi questi poveretti della Cassazione non devono trovare una soluzione ai mali del mondo».
Sbaglia chi protesta, allora?
«Sono reazioni conformiste perché è politically correct dire che la vittima ha sempre ragione. Possiamo pure fare il discorso dell’inviolabilità del corpo femminile, ma è ideologico...».
Ideologico?
«Con la sentenza non c’entra. La Cassazione non può dire che si tratta di una bambina di 14 anni e lasciar perdere tutto il resto».
Lorenzo Salvia

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