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Il ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo: uno stupro va punito sempre, in qualsiasi caso il giudizio morale Dietro al verdetto sembra esserci un giudizio morale, da cui i magistrati dovrebbero sempre astenersi Ministro Prestigiacomo, c´è di nuovo un clima di diffidenza verso le donne che denunciano le violenze sessuali? «No, non direi, anche se certo una sentenza del genere non aumenta la fiducia nella magistratura. A me sembra che dietro questo verdetto ci sia da una parte un giudizio morale, da cui i giudici dovrebbero astenersi e che tende a creare vittime di serie A o di serie B a seconda delle loro abitudini sessuali. Ma questa sentenza contiene anche alcuni gravi errori giuridici, che non tengono conto né della legge sulla violenza sessuale né della nuova legge contro la pedofilia e la pedopornografia appena approvata». Nel senso che la violenza sessuale su una ragazzina di 14 anni non può mai avere delle attenuanti? I giudici della Terza Sezione hanno parlato anche di "consenso" da parte della vittima... «È questo l´errore più grave. Già la legge attuale afferma che tra i 14 e i 16 anni se il rapporto sessuale avviene con una persona che ha un rapporto "dominante" con la vittima, dall´amico di famiglia al professore di scuola non si può parlare di consenso perché è evidente lo stato di soggezione in cui la vittima si trova. Ma questo elemento è diventato ancora più forte con la nuova legge contro la pedofilia appena approvata, e mi stupisce che i giudice della Suprema Corte l´abbiano del tutto ignorata». E le attenuanti? «Uno scandalo. La violenza sessuale è, e resta tale anche se avviene su una prostituta, figuriamoci per una ragazza di soltanto 14 anni. Davvero ci si chiede come possa essere nata una sentenza del genere, che sembra frutto di pregiudizi duri a morire, e che allontana sempre di più cittadini dalla Giustizia". Lei ha parlato anche di donne "offese" dai giudici. «Certo, perché questa è una sentenza offensiva, anche se invece sono sempre di più le donne che denunciano le violenze sessuali, e lo rivelano proprio i dati di Telefono Rosa, che dimostrano anche quanto gli stupri, soprattutto sui minorenni, avvengano in grandissima parte tra le mura domestiche. La legge sulla violenza sessuale ha funzionato. Quando si dice che le denunce sono triplicate non significa soltanto che sono in aumento, ma anche che non restano più impunite. Ma questa brutta sentenza ci dovrebbe spingere a riflettere sul fatto di quante poche donne ci siano nei posti chiave della Giustizia, dal Csm alla Cassazione». Contro questa sentenza sono insorte anche le associazioni che tutelano i minori, dall´Unicef, a Save the Cildren, fino a Telefono Azzurro. «È naturale, perché con un verdetto di questo genere si va proprio nella direzione opposta a quella della tutela dei minori, e a tutte le direttive europee che tendono ad allargare sempre di più il concetto di tutela pur salvaguardando la sessualità dei giovani e degli adolescenti. Ho saputo comunque che da una parte dei giudici della Suprema Corte è arrivata una presa di distanza rispetto alle decisioni della Terza Sezione. Speriamo che questa sentenza venga dimenticata il prima possibile». (m.n.d.l)
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