Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 30 settembre 2009




Latisana. La sentenza ieri davanti al Tribunale collegiale di Udine. Accolta la richiesta di risarcimento morale della parte civile
La violentò dietro il cimitero, condannato
Quattro anni e dieci mesi a un 25enne accusato anche di sequestro e lesioni

LATISANA. Era successo tutto all’interno di una macchina, ferma in mezzo ai campi, nelle vicinanze del cimitero di Latisana: la violenza sessuale, le lesioni, le offese, il sequestro e la cessione di droga. E poi, nella caserma dei carabinieri di Latisana, anche le minacce. Con queste ipotesi d’accusa, Pasquale Falanga, 25 anni, originario di Scafati, in provincia di Salerno, con domicilio a casa della madre, a Gorgo di Latisana, era finito sotto processo. Ieri, il procedimento penale si è concluso con una sentenza di condanna.
Il tribunale di Udine riunito in composizione collegiale (presidente Francesca Feruglio, a latere Carla Missera e Mauro Qualizza) ha ritenuto il giovane colpevole di tutti i capi d’imputazione contestati dalla Procura (il fascicolo era stato istruito dal sostituto procuratore Alessandra Burra) e, concesse le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e riconosciuto il vincolo della continuazione, lo ha condannato a 4 anni e 1 mese di carcere per la violenza sessuale, le lesioni, il sequestro e le offese, ulteriori 9 mesi e 3 mila 500 euro di multa per la cessione della droga (riconoscendo il quinto comma della lieve entità) e altri 30 euro di multa per le minacce. Il collegio giudicante ha inoltre disposto la pena accessoria dell’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e in perpertuo dall’istituto della tutela e curatela. Alla parte civile, costituitasi con l’avvocato Sara Frattolin, ha infine riconosciuto il risarcimento dei danni morali, che saranno liquidati in separato giudizio, ma con una provvisionale di 15 mila euro. Alla fine della sua requisitoria, il sostituto procuratore Barbara Loffredo aveva chiesto una condanna a 5 anni e 6 mesi per la violenza sessuale, un mese per le minacce e un anno e sei mesi per le altre accuse, oltre a 5 mila euro di multa. A tutto questo, l’avvocato di parte civile aveva aggiunto la richiesta di un risarcimento di 30 mila euro. L’avvocato difensore, Luca Malacart, del foro di Pordenone, ha preannunciato appello alla sentenza.
La vicenda risale al 15 novembre del 2008. Quel giorno, stando alla ricostruzione della pubblica accusa, Falanga si era recato in macchina con una ragazza in un campo dalle parti del cimitero di Latisana. Qui, l’aveva costretta a subire una serie di atti sessuali, impedendole di scendere dall’auto per circa due ore e mezzo e, sempre secondo il racconto reso poi dalla donna nel verbale di querela, insultandola e stringendole il collo per soffocarne i tentativi di urlare. Da qui, le lesioni che i sanitari che visitarono poi la ragazza giudicarono guaribili in 5 giorni. Falanga era accusato anche di averle ceduto prima di quel giorno e lo stesso 15 novembre, ma a San Michele al Tagliamento, dell’hascisc. Durante le operazioni di fotosegnalamento dai carabinieri di Latisana, infine, rivolgendosi ai militari, l’aveva minacciata di morte. Tutt’altre le conclusioni dell’avvocato Malacart, che nella sua arringa ha tentato di dimostrare l’insussistenza delle accuse, insistendo sull’assenza di riscontri tanto in fase d’indagine, quanto in fase dibattimentale e sostenendo che il rapporto sessuale fu consumato con il consenso della ragazza.