Massacrata di botte. La donna che nella tarda mattinata di ieri, accompagnata da un'amica, si è presentata al pronto soccorso dell'ospedale di San Daniele, riusciva a malapena a parlare e a reggersi in piedi. A ridurla in quelle condizioni sarebbe stato il suo convivente, un trentasettenne originario di Attimis, Dario Di Lena, che ieri sera è stato rintracciato dagli uomini della Squadra Volante, accompagnato in Questura a Udine e sottoposto a fermo come persona indiziata di delitto: tentato omicidio e lesioni gravi sono le contestazioni con cui è stato accompagnato in carcere. Oggi il magistrato di turno, il sostituto procuratore Maria Grazia Zaina, esaminerà gli atti e, sulla base di quanto raccolto dalla polizia, deciderà se confermare le accuse o se ridimensionare la posizione dell'uomo sospettato di aver selvaggemente picchiato la sua compagna.
La donna è gravemente ferita. Ha cinque costole rotte, un braccio fratturato, gravi lesioni all'addome e al volto. Alle 11.15 un'amica l'ha accompagnata in ospedale, dove è stata medicata e sottoposta a tutti gli esami necessari. Nel pomeriggio è stata trasferita all'ospedale di Udine, nel reparto di Otorinolaringoiatria con prognosi riservata. I medici ritengono che per riprendersi avrà bisogno di almeno una quarantina di giorni, ma le sue condizioni sono così critiche che non si escludono complicazioni.
A ricostruire l'accaduto sono stati gli uomini della Squadra Volante. Da quanto si è potuto apprendere, la donna - che è un'immigrata extracomunitaria di 47 anni e risiede a Tricesimo - sarebbe stata aggredita durante una discussione. Il compagno l'avrebbe ripetutamente colpita con calci e pugni. Sbattuta contro il muro. E, da quanto la vittima ha potuto riferire ieri alle forze dell'ordine, le avrebbe premuto un cuscino sulla faccia impedendole di respirare. È sulla base delle indicazioni raccolte in ospedale che nel tardo pomeriggio di ieri i poliziotti hanno raggiunto Dario Di Lena e lo hanno portato in Questura.
C.A.
|