Articolo da "La Repubblica" del 26 gennaio 2009




La Santanché: mi fa venire il nervoso. Ma non va preso alla lettera
"Irritante e insensibile sembra non si renda conto"
Ho cercato di fargli capire che occorre più tatto nel parlare dell´universo femminile, ma poi mi sono arresa

GOFFREDO DE MARCHIS
ROMA - Certo, ha letto le dichiarazioni di Silvio Berlusconi. «Quando parla mi viene spesso il nervoso». Ha visto anche la smentita, quel richiamo al senso dell´umorismo che la sinistra non ha. «Insiste pure. Ma non si rende conto?». Però già da un po´ ha gettato la spugna e infatti il suo Movimento per l´Italia è in marcia di avvicinamento al Pdl. «Durante la campagna elettorale ho provato a fargli capire che occorre una certa sensibilità quando si parla di donne. Non ci sono riuscita e alla fine mi sono accorta che ero dalla parte sbagliata: gli italiani danno ragione a lui». Daniela Santanchè, gliele cantò prima del voto di aprile. Era candidata premier della Destra: «A Berlusconi le donne piacciono solo quando stanno orizzontali». Più chiara di così.
Le parole sugli stupri confermano il giudizio di allora?
«Ho imparato che Berlusconi non va preso alla lettera, che anche quando non mi piace, e stavolta non mi piace proprio, interpreta il senso comune della gente. E il concetto è giusto: nessun governo può garantire la sicurezza di donne ed anziani affiancando a ciascuna un militare o un poliziotto. Vedrà che anche in questo caso i cittadini sono dalla sua parte. Esasperare la militarizzazione del Paese non dà maggiori garanzie. Piuttosto sulla sicurezza dobbiamo uscire dallo scontro ideologico, dalla perenne campagna elettorale. Questo la sinistra non lo capisce».
Ma lei vede più sicurezza, come era stato promesso in campagna elettorale?
«Io so che con questo governo è migliorato il dibattito politico, ci si concentra di più sui problemi. Per la prima volta si affronta la regolamentazione della prostituzione, è stato introdotto un reato fondamentale come quello della clandestinità. Spero che le promesse vengano mantenute, ma sono fiduciosa».
Sicurezza e interventi sull´immigrazione vanno di pari passo?
«Assolutamente sì. Senza l´immigrazione clandestina oggi tanti reati non sarebbero commessi. Ma abbiamo anche bisogno del coraggio del Guardasigilli Alfano. Vedo che quando si parla della riforma della giustizia l´attenzione è tutta sulle intercettazioni. Non mi sembra la priorità. Colpiamo invece la discrezionalità dei giudici, cancelliamo la legislazione premiale per reati infami come gli abusi sulle donne e sui minori, limitiamo il patteggiamento, rivediamo la Gozzini. Ecco, la certezza della pena è uno strumento per garantire maggiore sicurezza».
E non sarebbe anche meglio evitare battute?
«Guardi, gli slogan di Berlusconi intercettano il sentire della gente. Come donna avrei usato altri termini, ma è Berlusconi il politico più votato, non io. E di frasi infelici ricordo anche quelle del ministro dell´Interno Amato sull´Islam tipo "meglio le velate delle veline" o "picchiare le donne è una tradizione siculo-pakistana"».