Articolo da " La Repubblica" del 25 novembre 2007


La sinistra radicale, da Sansonetti alla Dominijanni
"Prese in giro dal Palazzo contestazioni sacrosante"
"Lo avevano detto: no a quelli del family day e del pacchetto sicurezza"

CATERINA PASOLINI
ROMA - Hanno ragione. Si sono sentite usate, strumentalizzate, violate ancora una volta. E così hanno risposto con fischi e contestazioni. Lo avevano detto: «Non vogliamo i politici che hanno partecipato al family day, via i ministri che hanno votato il pacchetto sicurezza» e quando li hanno visti salire anche sui palchi televisivi, in piazza, hanno reagito.
Lo dicono con parole diverse il direttore di Liberazione, Sansonetti, il senatore di Rifondazione Russo Spena e le giornaliste e femministe storiche Fossati e Dominijanni, ma la linea è comune. Appoggio alle ragazze dei collettivi che hanno sfilato; comprensione se non giustificazione per i fischi di contestazione a ministri e politici; analisi della forte presenza di giovani, fortemente politicizzate e radicali.
«È stata una contestazione legittima, le donne si sono sentite usate ancora una volta per far passare provvedimenti forcaioli del pacchetto sicurezza. La violenza sulle donne, sempre ignorata, è stata ricordata e usata per una politica xenofoba e questa strumentalizzazione alle donne non è piaciuta», dice Piero Sansonettii. Il direttore di Liberazione giudica la politica italiana «maschilista» e spera che dal movimento delle donne, dalle nuove generazioni scese in piazza ieri, venga «una spinta rinnovatrice».
Che la manifestazione di ieri, la forte presenza dei collettivi, possa essere una spina nel fianco, un pungolo per il governo di centro-sinistra lo spera anche il senatore di rifondazione Giovanni Russo Spena. «Dovrebbe avere un effetto positivo, di spirito critico, ai troppi provvedimenti tolti dall´agenda del governo per divisioni interne, per la longa manu del Vaticano che preme attraverso i deputati e blocca il programma di governo: dalle unioni civili all´impegno contro la violenza. E comunque era una manifestazione dichiaratamente provocatoria, lo avevano detto, annunciato».
Ma molti non hanno ascoltato. «Avevano detto di non voler i politici che avevano partecipato al family day o quelli della sinistra che avevano approvato il pacchetto sicurezza. E quando hanno visto la Prestigiacomo e la Turco sul palco televisivo hanno reagito», spiega la giornalista del Manifesto e femminista storica Ida Dominijanni. «Senza contare che noi femministe siamo sempre state sensibili alla rappresentazione: per questo era stato deciso di non chiudere il corteo con un palco, con oratori. E i ministri avrebbero dovuto capirlo, nelle cose ci vuole garbo, davanti a questa decisione non ci si prende la scena mediatica».
Più dubbiosa Franca Fossati, giornalista, storica direttrice di Noi Donne: «Nelle contestazioni di ieri c´è del vero, del giusto, ma avrei preferito che puntassero sull´analisi del rapporto uomo-donna che invece è stato oscurato da un discorso antigovernativo». E racconta della presenza alla manifestazione di più giovani donne che in passato, di studentesse che hanno «espresso una carica antigovernativa radicale da sinistra». E che quando hanno visto sul palco le personalità politiche indesiderate «si sono sentite escluse, strumentalizzate». E hanno reagito.