Articolo da "La Repubblica" del 18 dicembre 2008




Violenza alla stazione, 11 anni a stupratore
Roma, romeno aggredì una studentessa africana. Alemanno: meritava di più
Successe lo scorso aprile, alla vigilia delle elezioni Dopo lo choc ha cambiato città

MASSIMO LUGLI
ROMA - «Una violenza bieca» così l´aveva definita il pm Erminio Amelio chiedendo 12 anni di carcere. Il gup Marina Finiti ha sostanzialmente accolto questa versione: una condanna a 11 anni per Ioan Rus, 37 anni, il romeno che, la sera del 16 aprile scorso, aggredì, violentò e tentò di assassinare una studentessa africana del Lesotho nei pressi della stazione ferroviaria di La Storta, sulla Cassia. La giovane donna, 31 anni, ancora sconvolta secondo l´avvocato che l´assiste, non era presente in aula. L´imputato, giubbino e jeans, è rimasto quasi impassibile. «Una condanna forte - secondo il sindaco Gianni Alemanno - anche se i 12 anni richiesti dal pubblico ministero, apparentemente, c´erano tutti».
Una vicenda agghiacciante che alimentò polemiche feroci proprio nell´ultima fase di una campagna elettorale che la destra aveva impostato sulla sicurezza nella capitale. Sulla ricostruzione dei carabinieri, nel giro di pochi giorni, fu diffusa una girandola di supposizioni e di dubbi che arrivarono anche alle redazioni dei giornali. Francesco Rutelli parlò apertamente di «vicende un po´ sospette» con un´immediata replica di Alemanno: «Abbiamo toccato il fondo». Sta di fatto che nel processo col rito abbreviato, chiesto dal legale dell´imputato Francesco Pettinari, non sono emersi elementi discordanti con la versione iniziale.
La giovane donna, stando alla ricostruzione del pm, era scesa alla stazione quando fu avvicinata da Ioan Rus che la trascinò, di forza, in un luogo isolato sotto la minaccia del coltello. La ragazza cercò di reagire ma l´uomo la colpì con una coltellata al fianco che avrebbe potuto essere letale se il pesante cappotto della vittima non avesse, parzialmente, bloccato la stoccata. Subito dopo il romeno costrinse la studentessa, sanguinante, a subire ogni genere di abusi sessuali e, dopo lo stupro, cercò di strangolarla. Alla scena assistettero due uomini che si erano fermati poco distante (un bisogno fisiologico di uno dei due). Dopo essersi allontanati, i testimoni tornarono indietro e avvisarono l´equipaggio di una «gazzella». «Non riesco a credere a quello che mi è successo» fu il primo commento della ragazza che, in ospedale, volle incontrare le due persone che, con la loro testimonianza, l´avevano salvata.
Violenza sessuale, tentato omicidio, porto abusivo di coltello: questi i reati per cui è stato condannato il romeno che non ha mai ammesso l´aggressione. Secondo lo straniero, la ragazza, scendendo dal treno, era già ferita e il coltello gli sarebbe servito solo a tagliare la rete di recinzione. «Lei era consenziente e io mi sono tirato indietro quando ho visto una cisti che la ragazza aveva su un fianco». Ioan Rus non ha ottenuto alcuna attenuante ed è stato condannato anche a pagare una provvisionale di 50 mila euro contro i 300 mila chiesti dalla parte lesa.
«Non c´è mai stata una pena giusta per questo genere di reati perché la vita di una donna è stata distrutta - è il commento dell´avvocato Teresa Manente, dell´associazione Differenza Donna, legale della ragazza - ha difficoltà ad avere relazioni, ha dovuto cambiare totalmente la sua vita, trasferendosi in un´altra città. Ha passato un´ora d´inferno e ha temuto di morire. Non ha avuto neanche la possibilità di sentirsi chiedere scusa, le è stato provocato un danno irreparabile».