Articolo da "Il Corriere della Sera" del 24 novembre 2003
Domani è la giornata internazionale contro gli abusi. Lo slogan scelto in regione: «Non esiste chi picchia per amore»

Violenza alle donne, duemila denunce

Sono le vittime che nel 2002 si sono rivolte ai centri di aiuto che operano in Lombardia

MILANO - Duemila donne si sono rivolte, nel 2002, ai centri antiviolenza della Lombardia. Una cifra che rappresenta solo la punta dell’iceberg del problema e che racconta di donne che solo dopo anni di sofferenze hanno imparato ad accettare il fatto che la violenza non ha mai a che fare con l'amore. Ed infatti «Non esiste chi picchia per amore» è lo slogan scelto dalla rete lombarda dei centri antiviolenza per caratterizzare la giornata internazionale contro la violenza alle donne che ricorre domani e che quest’anno ha una valenza particolare perché sono trascorsi 10 anni dalla dichiarazione dell'ONU relativa alla eliminazione della violenza alle donne. «Sappiamo bene che il fenomeno con il quale abbiamo a che fare è molto più ampio di quanto dicano i numeri», ammette Maddalena Botti, presidente dell'associazione «Donne contro la violenza» di Crema. Botti, come le colleghe degli altri centri lombardi, è in lotta contro la vergogna e la paura che impediscono alle vittime di violenza di denunciare e di allontanarsi da casa. Anche se il fenomeno colpisce ogni fascia d'età, d'istruzione e di reddito, sono le donne con una minore indipendenza economica a subire maggiormente i soprusi del partner, probabilmente perché meno libere di trovare risorse all'esterno della famiglia.

Italiana (l'82,4%, ma il fenomeno è in crescita anche tra le extracomunitarie) e sposata (54%) con figli, tra i 28 e i 47 anni(59,6%), con reddito basso (38,4%) o addirittura senza reddito (35,5%), ma anche senza particolari problemi personali o psicologici: questo l'identikit della donna lombarda vittima di violenza. Una violenza che, quando la donna arriva a rivolgersi ai centri, è in corso da più anni(80,7%) e che, sebbene sia sempre fisica e sessuale (34%), è soprattutto psicologica(69%).Il fenomeno risulta essere pericolosamente in crescita tra le giovanissime lombarde (nel 2002 sono state il 50% in più rispetto al 2001). Solo 152 su 2000 (l'11,7%) hanno sporto denuncia: un'inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi (nel 2000 sono state 293 su 1526, il 19,2%) anche se stanno aumentando i numeri dei contatti con i centri specializzati.

Giovanna Roseghini