Articoli del 13 marzo 2009




Il fatto è avvenuto il 23 febbraio in un appartamento di Cartagena, dove il pensionato si era trasferito da qualche tempo. Adesso l’uomo è in stato di fermo in una clinica psichiatrica
Omicidio e pedofilia: udinese arrestato in Colombia
Paolo Pravisani, 72 anni, sarebbe coinvolto nella morte per overdose di un ragazzo di 15 anni

È stato accusato di omicidio e pedofilia. Con queste ed altre accuse è stato arrestato nella clinica psichiatrica di Cartagena, in Colombia, l’udinese Paolo Pravisani di 72 anni, già condannato nel 2005 a sei anni di carcere perchè in via Pirona, il 27 giugno del 2004, aveva sparato contro i vicini tre colpi di pistola. Non scontò la pena e da qualche tempo viveva in Colombia.

Secondo fonti giornalistiche colombiane, la procura di Bogotà ha accusato Pravisani di omicidio aggravato, sfruttamento della prostituzione, possesso di sostanze stupefacenti e di materiale pedo-pornografico ritenendolo coinvolto nella morte per overdose di un giovane colombiano di 15 anni, Yesid Torres, decesso avvenuto lo scorso 23 febbraio a Cartagena de las Indias, una città costiera del Paese sudamericano.
Pravisani attualmente si trova in stato di fermo nella clinica psichiatrica di Cartagena, dove era ricoverato da alcuni giorni successivi alla morte del giovane colombiano. L’ordine di arresto è arrivato dopo i risultati emersi dalle indagini sul corpo del ragazzo e, come hanno dichiarato gli investigatori locali, sulle altre prove raccolte durante l’inchiesta, che avrebbero confermato l’implicazione di Paolo Pravisani.
Il quindicenne Yesid Torres era deceduto in ospedale lo scorso 23 febbraio per una overdose di cocaina dopo che era stato soccorso mentre si trovava nell’appartamento del pensionato udinese. Secondo quanto dichiarato dalle autorità colombiane Paolo Pravisani si trovava anche lui nel suo appartamento sotto l’effetto della droga. Nell’abitazione le forze dell’ordine hanno trovato materiale pedo-pornografico, sostanza stupefacente e alcol.
Il colonnello Carlos Mena Bravo, comandante della polizia di Cartagena, ha confermato che Pravisani si trova sotto sorveglianza in ospedale perchè coinvolto nei reati di pornografia minorile, atti sessuali con minori e favoreggiamento della prostituzione. Sul capo dell’udinese pende anche l’accusa di omicidio che potrebbe essere confermata dai risultati definitivi dell’autopsia sul corpo dell’adolescente i cui primi riscontri parlano di decesso per overdose. Il corpo del minorenne, secondo il rapporto della polizia, è stato trovato con i sintomi di avvelenamento da stupefacenti in una camera da letto dell’abitazione dell’uomo.
Durante l’inchiesta sono state arrestate anche due donne: Angelica Tovar di 23 anni e Martinez Meza di 19.
(da Il Messaggero Veneto del 12 marzo 2009)

Ragazzo ligure abusava della sorella di sei anni, arrestato
Un giovane di 27 anni, residente a Torriglia, e' stato arrestato dai carabinieri, in esecuzione di un provvedimento di carcerazione, emesso dal Tribunale di Roma, relativo a una condanna inflittagli per avere abusato della sorellina, all'epoca di appena sei anni.

La vicenda, secondo l'accusa, risale al 2001 e, secondo l'accusa, la bambina subi' gli abusi in una abitazione di Roma (da qui la competenza del tribunale della capitale).

Il giovane, che i militari della compagnia di Chiavari hanno rintracciato in una comunita' di recupero di Torriglia, deve scontare tre anni di reclusione.

(da RaiNews 24)

Sanremo, a 95 anni rinviato a giudizio per abusi sessuali sulla nipotina di 11 anni
L'anziano avrebbe abusato della piccola costringendola a guardare film hard chiedendole di ripetere le stesse scene

SANREMO (IMPERIA) - Un sanremese di 95 anni è stato accusato di violenza sessuale su minori per aver abusato della nipotina acquisita, all'epoca dei fatti di 11 anni, con la quale viveva in casa. L'uomo dovrà comparire davanti al gup di Sanremo Eduardo Bracco il 15 maggio per l'udienza preliminare. La vicenda risale al periodo tra il 2002 e il 2003, quando l'anziano abitava col nipote e la compagna di quest'ultimo, madre della bambina avuta da una precedente relazione.

I FILM HARD - L'anziano, avvantaggiato dal fatto di vivere con la bambina, avrebbe prima tentato di conquistarsi la sua fiducia con dolcetti e caramelle poi avrebbe abusato di lei, costringendola a guardare film hard e chiedendole di ripetere le stesse scene. La vicenda è andata avanti fino a quando la piccola è scoppiata in lacrime con la madre ed ha denunciato l'accaduto. L'anziano imputato avrebbe già dovuto presentarsi dal giudice alcuni giorni fa, ma a causa di un infortunio il suo legale, l'avvocato Salvatore Sciortino, ha chiesto di rinviare l'udienza.
(da Il Corriere della Sera)

Roma, due sorelle denunciano il padre «Ci ha violentate per dieci anni»
Arrestato un operaio 40enne. Solo qualche giorno fa la madre è stata messa al corrente dalle figlie degli abusi

ROMA - Per anni hanno vissuto un inferno, ora hanno deciso di ribellarsi e mettere la parola fine a un incubo iniziato quando erano bambine. Due sorelle di 17 e 18 anni hanno denunciato il padre ai carabinieri: per dieci anni l'uomo ha abusato sessualmente delle figlie. L'operaio 40enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata.

FUGA - Quando i militari sono arrivati nella sua abitazione, l'uomo stava preparando la valigia, forse per organizzare la fuga. Il 40enne è stato sottoposto a fermo che il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato, confermando la custodia cautelare in carcere a Rebibbia. Le due ragazze violentate dal padre sono rimaste con la propria madre nella loro abitazione alla periferia est di Roma, oltre il raccordo anulare.

LA DENUNCIA - In base alle prime informazioni fornite dagli inquirenti, che sulla vicenda mantengono assoluto riserbo, la denuncia delle due ragazze risalirebbe ad appena qualche giorno fa: le sorelle, accompagnate dalla madre (che solo qualche settimana prima era stata messa al corrente dalla figlie di quanto accaduto per tanto tempo), hanno fornito ai militari una versione dei fatti talmente circostanziata e puntuale della vicenda da permettere ai militari di svolgere indagini lampo. Gli abusi si sarebbero protratti per dieci anni, senza mai interrompersi, anche se negli ultimi due-tre anni le violenze erano avvenute in maniera più sporadica. Ora le sorelle sono assistite da un team di psicologi.

R. Fri
(da Il Corriere della Sera)