Sono stati messi in una comunità. Il racconto della vittima: il più grande di loro, 16 anni, già altre volte mi aveva costretta a stare con lui
A 13 anni stuprata da tre coetanei
Napoli, le violenze sulla ragazzina filmate col videofonino
Il capo la colpiva anche con calci alla schiena
DARIO DEL PORTO
NAPOLI - Uno guardava, l´altro la teneva ferma e la palpeggiava, il capo la colpiva alla schiena con calci e diceva: «Questo è perché non l´hai voluto fare con noi». Comincia così il racconto di Monica (il nome è di fantasia) vittima a soli tredici anni delle violenze subite nel cuore di Napoli, il rione Fontanelle, e contestate a tre giovanissimi, ora tutti collocati in comunità per ordine del giudice minorile. Il "capo" ha sedici anni: «Già altre volte mi aveva costretta a stare con lui con le botte e le minacce, la prima fu a metà settembre», ha denunciato Monica. Il 19 ottobre l´ultimo episodio: «Mi obbligò a salire sul motorino - ha detto la ragazza - mi portò alle Fontanelle, voleva che lo facessi con lui e i suoi amici», rispettivamente di quindici e quattordici anni. Al rifiuto della vittima, scattò la punizione del branco. E dalle indagini spunta un altro sopruso: i video delle violenze girati con il cellulare e scambiati tra i ragazzi via messaggio mms. Il sedicenne infatti avrebbe mostrato alla zia di Monica, con la quale la ragazzina si era confidata prima di sporgere formale denuncia alla polizia, un filmato, girato con il videofonino da uno dei complici e inviato verosimilmente via mms, che lo ritraeva insieme alla ragazza durante un rapporto.
Dalle perquisizioni effettuate nei giorni scorsi, questo filmato non è stato ritrovato ma altri testimoni, compreso il padre del giovane, ne hanno confermato l´esistenza e il contenuto. Ma non basta. Sono stati sequestrati in casa di un altro indagato ben sette video «riproducenti - scrive il gip - giovani che consumano rapporti sessuali». Materiale che ora dovrà essere esaminato dagli inquirenti e valutato nel corso del prosieguo del procedimento. E che spinge il gip ad alcune, amare riflessioni. I tre ragazzi, scrive il giudice nella sua ordinanza, sono accusati di «reati gravi, reiterati nel tempo ed evidentemente - sottolinea - vissuti dagli autori con il compiacimento di chi filma le proprie condotte».
Oggi inizieranno gli interrogatori. Il sedicenne, presunto "capo" del branco, deve rispondere di violenza sessuale semplice e di gruppo, gli altri due solo di violenza di gruppo. Il suo legale, l´avvocato Carlo Ercolino, sostiene: «Sono certo di riuscire a dimostrare l´assoluta estraneità di questo ragazzo alle accuse che gli vengono contestate. Non c´è stata alcuna violenza, gli episodi si sono verificati in un contesto, seppure degradato, di rapporti tra minorenni consenzienti».
Ma come in gioco di scatole cinesi, questa gravissima vicenda ne contiene un´altra non meno allarmante: il fratello del quattordicenne indagato per lo stupro di gruppo è stato condannato proprio ieri insieme a due complici a 4 anni e otto mesi di reclusione con l´accusa di rapina e tentato omicidio: i tre, tutti di quindici anni, aggredirono, il 16 luglio scorso a Capodimonte, un muratore e un professore universitario francese. Alle vittime furono inferte complessivamente 22 coltellate, tutto per impossessarsi di un orologio e 35 euro in contanti. Li arrestarono cinque giorni più tardi, uno di loro fu bloccato poco dopo aver sostenuto la prova d´inglese agli esami di licenza media. Ieri il giudice li ha condannati e ha respinto la richiesta di collocamento in comunità. Resteranno tutti in carcere.