Articolo da "La Repubblica " del 1 settembre 2006


Le misure al consiglio dei ministri: incentivi per l´assunzione delle donne. La Pollastrini: una questione di civiltà che passa dal lavoro
"Condanne più dure contro gli stupri"
Piano anti-violenze, giro di vite del governo. Il Polo: non basta
Previsti l´aumento dei numeri verdi e speciali campagne contro le aggressioni
La Lega insiste: sì alla castrazione chimica An: atteggiamenti troppo buonisti
CRISTINA ZAGARIA

MILANO - Misure straordinarie contro gli abusi sessuali. «La violenza sessuale per una donna è come un omicidio e lo deve essere anche per il codice penale». Un´equazione forte, diretta come il pacchetto di misure contro gli stupratori, firmato ieri dal ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini. Una controffensiva che piace alla maggioranza e non dispiace neanche alla Lega, anche se l´opposizione parla di «misure insufficienti».
Il ministro chiede immediatamente una modifica al codice di procedura penale: con l´inserimento di aggravanti che consentano l´innalzamento della pena minima e la possibilità di escludere, nei casi più gravi, le attenuanti generiche per chi commette questo tipo di reato. Barbara Pollastrini punta a un «inasprimento delle pene». E chiede al consiglio dei ministri un giro di vite netto: «Eliminare ogni spazio per le attenuanti».
Il pacchetto anti violenze, però, è anche «una grande campagna civica di rispetto» e spazia dal codice di procedura penale a incentivi per l´assunzione delle donne. «Siamo davanti una grande questione culturale - dice il ministro - che passa anche per il lavoro e l´occupazione femminile: per questo ho proposto l´uso di parte del cuneo fiscale e del credito d´imposta per le aziende che applichino le pari opportunità assumendo donne». L´emergenza violenze dalle strade di Milano così arriva a Roma, in consiglio dei ministri. Una risposta forte in difesa delle donne.
Linea dura e lavoro di squadra tra diversi ministeri. «Stiamo lavorando - dice il ministro - al piano d´azione straordinario, che prevede lo stanziamento di fondi, nella prossima Finanziaria, per un Osservatorio antiviolenza presso il ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità, in coordinamento con Interni e Giustizia; il sostegno e la diffusione capillare dei numeri verdi (1522 e 800290290) e delle campagne antiviolenza; un tavolo tecnico con i ministri competenti e con esperti che operi in collaborazione con i comuni in cui si stanno attuando progetti pilota».
D´accordo con la linea dura della Pollastrini il Verde Tommaso Pellegrino e Silvana Mura, di Italia dei Valori. «Contro gli stupri bisogna adottare - dice Pellegrino - iniziative legislative che portino all´aumento delle pene minime». Mura invita invece a non puntare solo sulla repressione ma «anche e soprattutto sulla prevenzione, dal momento che nulla potrà risarcire le donne che hanno subito violenza». La parlamentare dell´Idv chiede «un rafforzamento delle forze dell´ordine, l´installazione di telecamere, ronde alle stazioni ferroviarie, l´impiego di volontari». Misure che rientrano, per esempio, nel piano Moratti, appena approvato, dopo l´escalation di violenze (cinque casi in dieci giorni). Il sindaco milanese non solo chiede al governo più poliziotti e carabinieri, ma insiste sulla tecnologia, come la videosorveglianza e i pulsanti antiviolenza ai semafori. La stazione centrale a breve sarà "blindata", fasciata di occhi elettronici: 550 telecamere contro le 120 di oggi.
Attenzione a non «attribuire l´aumento del fenomeno alla maggiore immigrazione» avverte dal canto suo Morena Piccinini, segretario nazionale Cgil, che condivide le proposte del ministro. Timidi sì anche dall´opposizione, che però rimane fortemente critica. «Non posso che condividere le proposte del ministro» dice Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega, che però insiste sulla proposta della «castrazione chimica». Daniela Santanchè, An, critica «l´atteggiamento buonista» del governo italiano e del ministro Amato verso «l´islam di casa nostra», ritiene che «bisogna partire dalla liberazione delle donne islamiche».

 

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