Frosinone, i ragazzini di 13, 14 e 17 anni l´hanno costretta con le minacce a tre incontri in un casolare abbandonato
Stuprata a dodici anni da tre minorenni "Mi dicevano: se parli ti ammazziamo"
Violentata un´altra dodicenne in un campo nomadi romano. Blitz anti-pedofilia nella capitale: 32 arresti, tra cui due sacerdoti
FEDERICA ANGELI
FERENTINO - Una ragazzina di 12 anni è stata violentata da tre minorenni, suoi amici, in un casolare di Ferentino, un piccolo centro in provincia di Frosinone. I tre - 13, 14 e 17 anni - sono stati fermati dalla polizia. Ma, sempre ieri, un´altra dodicenne è stata vittima di uno stupro: la giovanissima rom residente in un campo nomadi della capitale ha trovato il coraggio di raccontare alla polizia la violenza subita, mentre la squadra mobile romana annunciava l´arresto di trentadue persone in una maxi operazione anti pedofilia.
Una storia agghiacciante quella accaduta a Ferentino, anche perché ad abusare della dodicenne insieme agli amici, in tre episodi differenti, è stato il suo fidanzatino, di 13 anni. «Era la metà di ottobre - ha raccontato la giovanissima vittima agli investigatori della squadra mobile di Frosinone - lui mi aveva detto di presentarmi ad un appuntamento in un casolare, non lontano dalla piazza principale del paese. Ma quando sono arrivata lì non era solo. Con lui c´erano anche due suoi amici».
Quello che segue è un racconto di orrore e violenza, che la ragazzina è riuscita a tirar fuori con fatica negli uffici del primo dirigente Cristiano Tatarelli. I tre adolescenti l´hanno immobilizzata e, sul pavimento della casa diroccata, violentata a turno. Poco prima di lasciarla libera, la minaccia: «Se racconti a qualcuno di oggi, sei morta. E se fra tre giorni non torni qui, in giro si saprà che sei una poco di buono».
La ragazzina, spaventatissima e sotto shock, ha rispettato il patto, non parlando né con i genitori né con le amiche. Ma i suoi comportamenti strani e il suo faccino smunto hanno insospettito una compagna di banco, che ha raccontato tutto a un amico di famiglia poliziotto. «Penso che faccia uso di droga - aveva denunciato l´adolescente amica della vittima - oppure qualcuno le sta facendo qualcosa di male». Così è scattata l´indagine.
La ragazzina è stata pedinata e non c´è voluto molto per scoprire il gruppetto che la seguiva, l´aspettava all´uscita di scuola, la spintonava e rideva di lei.
Il cerchio investigativo si è chiuso soltanto quando la dodicenne, rassicurata dall´amico-poliziotto, ha deciso di parlare. Prima con lui e poi in questura, davanti ai genitori che, ignari di tutto, inorridivano di fronte alle parole della figlia. «È stato orribile - singhiozzava la vittima - ridevano di me e mi ripetevano che mi avrebbero ucciso se avessi parlato. Per questo non ho raccontato niente».
Gli investigatori della mobile di Frosinone sono andati a prendere a casa i tre giovanissimi aguzzini, tutti di buona famiglia: il tredicenne è stato segnalato alla procura dei minori, mentre gli altri due, di 14 e 17 anni, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per violenza sessuale di gruppo. I due adolescenti sono stati accompagnati alla struttura di prima accoglienza di Roma.
Per quanto riguarda lo stupro della dodicenne romena, avvenuto in una macchina nella zona dei Castelli Romani, a Rocca di Papa, il violentatore non è stato catturato. E intanto la polizia della capitale ancora oggi è alle prese con ulteriori indagini su un giro di pedofilia che ha portato in carcere 32 persone, fra cui due sacerdoti.