Articolo da "La Repubblica" del 21 giugno 2005


L´episodio sabato notte. Era appartata col ragazzo in macchina, hanno sfondato il vetro e picchiato il giovane. Poi li hanno derubati
Milano, stuprata ragazza di 19 anni
Nuovo episodio di violenza in periferia. Caccia a tre stranieri
Quindici giorni fa l´identica selvaggia aggressione in via Ripamonti. Forse anche in questo caso si tratta di giovani rumeni

LUCA FAZZO
MARCO MENSURATI
MILANO - Mentre nel cuore di Milano si festeggiava la «Notte bianca», con un milione di persone nelle strade del centro illuminate a giorno, nella periferia abbandonata della metropoli tornava a colpire la violenza. Un nuovo stupro, a quindici giorni di distanza dalla selvaggia aggressione ad una coppia in via Ripamonti. I responsabili di quella violenza sono stati quasi tutti arrestati: erano giovani rumeni, alcuni minorenni.

Ma il film si ripete identico nella notte di sabato. Anche qui a venire presa di mira è un´automobile dove una ragazza e un ragazzo cercano intimità, stavolta in una strada della periferia settentrionale, non lontano dalla nuova Fiera. Anche qui, ad entrare in scena è un branco di stranieri, probabilmente anche loro rumeni. E anche qui la violenza viene compiuta senza che nessuno si accorga di nulla.

È la storia di una violenza brutale e senza scampo. A descriverla nei particolari più crudi sono la ragazza di diciannove anni che ne è stata vittima e il fidanzato che era con lei, in un racconto che ha trovato il riscontro nella visita che nel pronto soccorso di un ospedale viene effettuata sabato notte. Sono proprio i medici che si prendono cura della ragazza i primi a rivolgersi al 113.

Quando scatta l´aggressione, l´auto con i due giovani è posteggiata nei pressi di Molino Dorino, la grande stazione della metropolitana che segna il confine tra il territorio di Milano e quello del Comune di Pero.

«Non li abbiamo neanche sentiti avvicinarsi - racconteranno poi le vittime alla polizia - all´improvviso uno dei vetri della macchina è esploso». Dopo avere fatto saltare il finestrino con una mazza o una pietra, quelli del branco costringono i due giovani a scendere. Gli aggressori sono almeno in tre, forse di più. La giovane non ricorda bene, è sotto choc. Due si occupano di bloccare il maschio e di iniziare a pestarlo per togliergli la voglia di intervenire, l´altro blocca la ragazza. La giovane viene violentata per due volte, mentre sul suo compagno continuano a piovere i colpi. Poi entrambi vengono rapinati: soldi, gioielli, telefoni cellulari.

A quel punto il branco si dà alla fuga, lasciando i due giovani terrorizzati nella strada di periferia. Quando in qualche modo riescono a riprendere l´iniziativa, i due puntano direttamente verso un pronto soccorso. Quando scatta l´allarme, è passato abbastanza tempo perché cercare di intercettare i violentatori in fuga sia un´impresa disperata.

L´indagine vera inizia domenica mattina, nella città ancora insonnolita per i postumi della veglia. La denuncia arrivata sul tavolo del pubblico ministero di turno viene smistata al dipartimento specializzato in reati sessuali e assegnata al pm Marco Ghezzi. La Squadra Mobile, intanto, fa ripartire i meccanismi già rodati con successo nella caccia a violentatori di due settimane fa.

Non ci sono identikit, non ci sono tracce precise. E d´altronde non c´è nemmeno un ambiente in cui andare a frugare, la sensazione è che possa essere stato chiunque delle decine di migliaia di balordi che campano nella metropoli in condizioni di invisibilità, tra reati più o meno grandi e clandestinità.

Unico appiglio, anche stavolta, le analisi sui telefoni cellulari rubati alla coppia: nella speranza che il branco non se ne sia già liberato.