Stranieri gli autori e pure le vittime
A Milano stazionari gli stupri di strada, dice il centro antiviolenza della Mangiagalli
Gli immigrati minacciano la «donna bianca»? Forse. Ma il 50% delle vittime degli stupri sono straniere. Due terzi delle violenze continua ad avvenire «in casa», per mano di maschi ben conosciuti. Solo il 43% dei casi segnalati si traduce in una denuncia
Manuela Cartosio
Milano
I dati sgonfiano l'allarme ma, come sempre, arrivano post festum, quando l'enfasi mediatica e la paura hanno già fatto corto circuito, alimentandosi in un reciproco gioco di specchi. A Milano nell'arco di una settimana sono stati compiuti due stupri e altri due sono stati tentati. Tutti casi di violenza sessuale «di strada», compiuta o tentata da immigrati. Questi gravissimi episodi sono stati presi come il segnale di un avvenuto rovesciamento di tendenza, di un aumento delle violenze di strada ad opera di sconosciuti rispetto alle violenze domestiche perpetrate sulle donne da familiari o maschi conosciuti. I dati del «Soccorco violenze sessuali» della clinica Mangiagalli dicono che non è così. Ce li illustra la ginecologa Alessandra Kustermann.
Dal primo gennaio 2005 allo scorso 21 agosto il centro della Mangiagalli ha raccolto 422 «racconti» di violenze sessuali. Di questi, 51 parlano di violenze subite da sconosciuti. Pari al 37%, una percentuale che resta stabile nel tempo mentre il numero complessivo delle violenze segnalate aumenta ogni anno (la dottoressa Kustermann ammette onestamenta di non sapere se l'incremento dei casi derivi «solo» dalla crescita del numero di donne informate dell'esistenza del centro). Le 19 violenze da parte di sconosciuti censite nei primi otto mesi di quest'anno sono in linea con le 32 del 2005. Costanti anche i casi di violenze sessuali «di strada», 12 negli ultimi 20 mesi.
Ciò detto, è vero che nelle violenze per mano di sconosciuti aumentano quelle compiute da stranieri. Dei 19 casi censiti quest'anno, solo 3 hanno un autore italiano. Ma - e questa è la vera novità che riserva il dossier Mangiagalli - si è rovesciato il rapporto anche tra le vittime: 12 sono donne straniere e 7 italiane. Anche nelle violenze subite da persone conosciute alle straniere va molto peggio che alle italiane. Nel 50% dei casi la vittima ha un nome straniero, nonostante le immigrate siano assai meno della metà della popolazione femminile complessiva. Sulla nazionalità degli immigrati autori di strupri e violenze la dottoressa Kustermann non ci fornisce particolari. Dice che solo il 43% dei casi «raccontati» al centro della Mangiagalli si traduce in una denuncia penale.
L'ultima tentata violenza a Milano conferma il quadro tracciato dalla dottoressa Kustermann. Domenica pomeriggio in una cabina del Lido quattro giovanissimi rom (due hanno 12 anni e sono «impunibili») hanno cercato di stuprare una quattordicenne romena. Hanno cercato di metterle un sacchetto sulla testa, lei è riuscita a divincolarsi, ha gridato, soon accorsi i guardiani della piscina che hanno chiamato i carabinieri.
Fregati dalla loro tracotanza e dal solito sms, sono stati arrestati i due tunisini che hanno stuprato due francesi incontrate alla Stazione centrale. Avevano accettato un passaggio in auto, si sono ritrovate in un cascinale di Sale (in provincia di Alessandria) con un coltello alla gola. Il caso ha una sua peculiarità quanto a corsi e ricorsi: il «datore di lavoro» dei due tunisini è Angelo Angeli (vedi box), bombarolo nero, sospettato d'aver fatto parte del commando di gentiluomini che vollero lasciare il segno, anche delle sigarette accese, sul corpo di Franca Rame, per punire la donna e, attraverso di lei, il marito.
Domani vertice sull'«emergenza» stupri, anche se il prefetto Lombardi dice che non di emergenza si tratta, ma di orrenda normalità. La giunta di Palazzo Marino porterà le proposte messe a punto ieri: più forze dell'ordine sul territorio, processo per direttima per gli stupratori, costituzione di parte civile del Comune nei processi per stupro. Il vicesindaco De Corato (An), con delega alla sicurezza, annuncia mille telecamere da installare nelle zone più a rischio e promette accordi con l'Atm e con i tassisti per «accompagnare di notte» le donne. L'assessore alla salute Carla De Albertis (An), che si vanta di saper far centro con la pistola in tutte le posizioni, pensa di fornire alle donne «sistemi d'allarme da azionare in caso di pericolo per attirare l'attenzione dei passanti» (fischietti o cicalini Beghelli?). Resta inteso che il metodo migliore è «espellere con mano ferma gli immigrati irregolari».