Articolo da "Corriere Adriatico" del 4 gennaio 2005


Scatta l’allarme: i sopravvissuti più vulnerabili sono esposti a ulteriori violenze
Bambini rapiti e ragazze stuprate

BANDA ACEH - I più vulnerabili tra i sopravvissuti allo tsunami che il 26 dicembre ha devastato il sudest asiatico - i bambini, gli adolescenti, le donne - sono ora esposti a ulteriori violenze: rapimenti, molestie, stupri. Prove non ce ne sono, al momento, ma “il rischio esiste - ha affermato oggi la portavoce dell’Unicef Italia Donata Lodi - ed esperienze precedenti, come il terremoto in India e le guerre in Kosovo, dicono che è altamente probabile”. L’allarme viene da diversi paesi, dallo Sri Lanka, dall’Indonesia, dalla Thailandia.

Una denuncia in particolare riguarda un bambino svedese, che secondo testimoni è scomparso dopo essere stato portato in un ospedale di Khao Lak, in Thailandia.

Notizie inquietanti. Denunce per ora non provate ma che evocano l’orrore del traffico di minori e di donne, voci di rapimenti finalizzati anche al traffico di organi per trapianti. Notizie, denunce, voci circolano con insistenza da qualche giorno: nello Sri Lanka sarebbero scomparsi bambini che sarebbero stati arruolati tra i ribelli Tamil; alcuni bambini che stavano in un centro di raccolta a Phuket (Thailandia) non sarebbero mai giunti in ospedale. Nel nord di Sumatra, nei campi di accoglienza di Medan, si aggirerebbero persone che cercano di “comprare” gli orfani di Aceh per rivenderli al mercato clandestino. Nell “migliore” dei casi, il destino di questi bambini sarebbero adozioni non controllate. Ancora, è di ieri la denuncia di un’organizzazione di donne dello Sri Lanka, secondo cui stupratori vanno a caccia di donne e ragazze sopravvissute nel paese estremo orientale, approfittando dell’assenza di vigilanza nei centri di raccolta per i senzatetto (le vittime accertate del maremoto sono centomila in tutto il sudest asiatico, 200 mila i dispersi, la maggior parte bambini e donne).

“Abbiamo ricevuto racconti di episodi di stupro, anche collettivo, molestie sessuali e abusi psichici nei confronti di donne e ragazze nel corso delle operazioni di salvataggio e nei loro improvvisati rifugi” ha riferito in una dichiarazione il gruppo 'Women and media collective”. In Sri Lanka circa un milione di persone hanno perso la casa nella catastrofe e molti di esse hanno trovato riparo temporaneo in scuole, templi, chiese e moschee dell’entroterra. Gran parte dei senzatetto sono donne e bambini, mentre gli uomini cercano tra le macerie di rimettere in piedi le case e riprendere la loro attività lavorativa.

La polizia indonesiana è allertata, afferma che sta indagando. “Non sappiamo cosa sia successo, perchè c'è ancora una situazione caotica”.