Articolo da "La Repubblica" del 22 aprile 2007


Vendeva per 30 euro la figlia di 14 anni
Palermo, la baby-prostituta filmata dai clienti con i telefonini e ricattata
Sotto accusa anche per riduzione in schiavitù e atti sessuali con minori

SALVO PALAZZOLO
PALERMO - Nella periferia ormai simbolo nazionale del degrado, lo Zen, in molti sapevano. Ma solo una voce anonima ha soffiato ai carabinieri: «Una madre fa prostituire la figlia di 14 anni». Le intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura hanno confermato presto. «Stasera te la mando, porta i piccioli», diceva lei, una casalinga di 39 anni, a uno dei clienti che sollecitava un incontro. I piccioli per la prestazione erano 30 euro. Pochi minuti dopo, un altro uomo chiedeva di parlare con la ragazza, e la rimproverava: «Ieri sera mi hai lasciato in tredici. Vedi che ti ricatto. Io ho le cose per ricattarti». Parlava di un video. Quello che i carabinieri della Compagnia Piazza Verdi hanno sequestrato durante il blitz di venerdì sera, nel cellulare del cliente. Ritrae la quattordicenne mentre subisce le violenze.
In manette sono finiti la madre e tre uomini, i clienti più assidui. Sono Francesco Muscatello, 57 anni, il meccanico che ricattava la ragazza; Giuseppe Librera, pensionato di 65 anni, e Maurizio Modica, un fabbro quarantenne. Dovranno rispondere, a vario titolo, di prostituzione minorile, riduzione in schiavitù e atti sessuali con minori. Mentre i carabinieri perquisivano le abitazioni degli arrestati, i pm Alessia Sinatra e Marcello Viola cercavano di parlare con la ragazzina. Non è stato facile. Fra lacrime e lunghe pause la vittima ha cominciato a svelare due anni di violenze, ma ha provato anche a difendere la madre. Racconta: «Ho pianto solo la prima volta. Ma ogni volta che incontravo quelli mi lanzavo (vomitavo - ndr)». Poi aggiunge: «Cosa dovevo fare? Mia madre compra i pannolini, i robbi (i vestiti - ndr), e deve pagare ogni mese ‘u Sky».
La ragazzina di 14 anni costretta a prostituirsi ha continuato a essere divisa fra la sua voglia di libertà, finalmente, e l´amore per la madre. «La mamma si occupa di noi», sbotta con tono sprezzante durante l´audizione, dopo aver saputo che la madre è finita in carcere con una brutta accusa. Ma subito dopo crolla in un pianto che sembra infinito. «Non mi piace lo Zen», sussurra. «Non ho amici allo Zen, anche perché esco poco da casa. Devo occuparmi dei fratellini più piccoli. Per questo non vado molto a scuola. Mi hanno anche bocciata». Lei frequenta ufficialmente la seconda media, ma a casa i carabinieri non hanno trovato neanche i libri di testo. «Quando tornavo a casa dopo ogni incontro - racconta ancora - davo i soldi a mia madre e poi mi mettevo a guardare i cartoni animati». Adesso, è ospitata in una casa famiglia, assieme alla sorella di otto anni e al fratellino di due. Sarà il tribunale per i minorenni a decidere sul loro futuro. Anche se il padre e i due fratelli più grandi, diciottenni, non sono coinvolti in questa brutta storia.
La madre, davanti al gip Antonella Consiglio, ha continuato a difendersi: «Ci deve essere un errore. Che ne sapevo io di cosa facevano quelli con mia figlia?».