Milano, proposta di esponenti della Lega e di Alleanza nazionale. Il centrosinistra: no al far west
"Sui muri la faccia del violentatore e sotto mettiamo la scritta Wanted"
ALESSIA GALLIONE
MASSIMO PISA
MILANO - Dopo lo stupro dell´infermiera di 40 anni da parte di un marocchino e dopo l´allarme baby gang, il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ha deciso di mandare in strada 150 agenti in più tra polizia e carabinieri, ma alla Lega e ad An non basta. L´assessore comunale di Alleanza nazionale Carla De Albertis e il capogruppo in Regione del Carroccio Davide Boni hanno chiesto che la polizia diffonda l´identikit del violentatore ricercato e che la sua faccia venga stampata su manifesti da attaccare ai muri della città con sotto la scritta "Wanted". Il motivo? «Permetterebbe agli abitanti di aiutare gli inquirenti e costituirebbe un campanello d´allarme per tutte le donne milanesi che hanno paura ad uscire di sera». L´idea ha scatenato subito la polemica e lo scontro politico. Il centrosinistra ha protestato, la diessina Marilena Adamo ha bollato l´iniziativa come un «inaccettabile ritorno al far west» e lo stesso prefetto Lombardi ha voluto frenare l´idea: «La risposta a questi episodi di criminalità non deve mai essere emotiva. Lasciamo che le indagini le faccia chi le sa fare».
L´identikit dello stupratore è pronto da alcuni giorni, ma resta soltanto sui cruscotti delle auto di poliziotti e carabinieri. Non è stato neppure consegnato ai giornali per evitare che l´uomo (la cui età si aggira tra i 35 e i 40 anni) possa essere aiutato a fuggire o a nascondersi da qualche altro immigrato clandestino o dalle organizzazioni che a Milano gestiscono il traffico dei disperati provenienti dai paesi extracomunitari.
Il no alla giustizia fai da te arriva anche dai leader cittadini della Margherita, mentre Rifondazione comunista parla di «assurde campagne d´ordine forcaiole». La benzina buttata sul fuoco dalla De Albertis e da Boni lascia perplessi i loro stessi compagni di partito. Dice infatti il vice sindaco di An, Riccardo De Corato: «Per quanto mi riguarda credo che il caso debba restare nelle mani di magistrati e investigatori». E il leghista Matteo Salvini aggiunge: «Credo che i manifesti vadano bene solo per i telefilm americani. Spero soltanto che Milano non diventi come Brescia...». Prese di posizione che in serata hanno convinto l´assessore De Albertis a un parziale dietrofront: «Non voglio rifarmi al far west. Ci mancherebbe - ha precisato -, ma penso che le donne debbano essere informate sui rischi che corrono. È anche questo un modo per difenderle».
La donna stuprata domenica all´alba in un quartiere centrale di Milano ieri ha ricostruito il suo dramma di fronte al magistrato che sta conducendo le indagini, Emanuela Corbetta.