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Da "La Repubblica" del 30 giugno 2002 Pioggia di critiche per la provocazione del leghista Calderoli "Ci vuole la castrazione per questi delinquenti" Franca Rame: destra truculenta. Il verde Francesco Carella: un clima da lager MILANO - La Lega Nord è per la legge del taglione: castrazione fisica contro gli stupratori. Il paladino di turno è Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e uomo avvezzo ad uscite ad effetto. «In una sola settimana a Milano - tuona il leghista - sono state stuprate quattro donne e, guarda caso, i delinquenti sono tutti d´origine extracomunitaria. Per prevenire simili vergognosi reati serve una sola soluzione: la castrazione di questi delinquenti». Il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord sembra prediligere i metodi tribali: «Personalmente sono favorevole a un colpo di forbice, non necessariamente sterilizzata». Non la pensa così l´alleato di governo, Ignazio La Russa (An), il quale opta per la più moderna e incruenta «castrazione chimica». Il Calderoli pensiero non dimentica gli immigrati: «Sono soprattutto gli extracomunitari a compiere stupri». E come ricetta propone l´approvazione immediata della legge «Bossi-Fini». La proposta di Calderoli, oltre a non trovare "modelli" nel mondo (solo di recente lo stato americano dell´Oklahoma ha approvato una legge che prevede, per gli stupratori recidivi, la «rimozione chirurgica dei testicoli»), incontra le critiche della società civile. L´attrice Franca Rame, vittima nel 1973 di uno stupro, parla di «truculenza della destra»: «Io so cosa vuol dire subire violenza, ma non ho mai pensato di rispondere in questo modo. E non è questione di perdono, perché certe cose non si possono dimenticare». Al contrario, secondo l´attrice, il problema è educativo e culturale: «Questa società non dà niente ai giovani, in famiglia non si parla più e si segue in rigoroso silenzio il telegiornale. Quella stessa tv che ad un ragazzo di 12-13 anni ha già offerto 30 mila scene di sesso e violenza. Prendersela con gli immigrati, poi, è assolutamente sbagliato». A difesa dell´"intangibilità" dell´uomo si schiera don Oreste Benzi, presidente dell´Associazione papa Giovanni XXIII, il quale ricorda il dramma delle prostitute minorenni. Il verde Francesco Carella giudica pericolose le "sparate" di Calderoli: «Svelano il clima da lager della cultura leghista e delle destre che mischia senza senso immigrazione, violenze sessuali, tossicodipendenze». Scettica è anche Daniela Santanché, senatrice di An, mentre dall´ex ministro della Solidarietà sociale, Livia Turco (Ds), arriva un giudizio senza appello: «Calderoli va da violenza a violenza e dice parole molto gravi. La violenza sessuale nasce dalla cultura della violenza e dal linguaggio della violenza e parole come quelle del vicepresidente del Senato sono gravi, soprattutto se vengono da chi ha il dovere di fare attenzione a quanto dice e alla cultura che esprime». (p.f.f.) |
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