Articolo da " Il Manifesto" del 30 dicembre 2006


Il governo Blair modificherà la legge sulla violenza sessuale. Alcol e droghe non saranno più una scusa
Gb, è stupro il sesso con una donna ubriaca

Orsola Casagrande
Il governo Blair ha confermato che all'inizio del 2007 saranno presentati i risultati di una consultazione sull'irrigidimento della legge sullo stupro. Si vorrebbe modificare quella parte di legislazione che già prevede l'accusa di stupro nel caso in cui la donna sia troppo ubriaca per essere definita consenziente. Ma fino a questo momento quel «troppo ubriaca» equivaleva a «svenuta». Una donna viene infatti ritenuta consenziente fino a quando non perde conoscenza per il troppo alcool. Secondo la nuova formulazione proposta dal governo l'accusa di stupro dovrebbe essere applicata anche in caso la vittima abbia assunto droghe. I ministri interessati hanno anche proposto che siano le giurie e non più i giudici a stabilire se una donna era troppo ubriaca per essere consenziente. Inoltre si chiede che le registrazioni video di interviste con le vittime di stupro vengano proiettate in tribunale. Alla base delle nuove proposte l'assunto che sono troppo poche le condanne per stupro, soprattutto quando le vittime sono donne sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti. In altre parole, la modifica della legge riguarda una ridefinizione dello stesso concetto di «consenso».
Si chiede dunque di stabilire se la quantità di alcool ingerita da una donna possa condizionare la sua capacità di acconsentire ad un rapporto sessuale. Questione spigolosa e molto dibattuta in questi ultimi mesi. Anche perché fino a questo momento, nei fatti, l'atteggiamento di polizia e tribunali (nonché di molti media) era quello che voleva la donna «colpevole» del suo stesso stupro. In altre parole, se esci da sola, magari indossando vestiti succinti, vai al pub, alzi un po' troppo il gomito e magari accetti un passaggio a casa da qualche avventore, non fai altro che «invitare» o provocare lo stupro. I legali del governo hanno messo l'accento dunque sulla questione del consenso, molto «difficile - dicono - da stabilire quando ci sono di mezzo alcool o droghe». E infatti, nell'illustrare le proposte, i ministri competenti si sono premurati di spiegare che l'obiettivo di queste modifiche è quello di «trovare un modo per garantire che le violenze reali vengano effettivamente punite, senza però generalizzare e quindi cercando di evitare errori nel giudizio». Il che continua ad avere un odioso retrogusto, laddove insinua che alcune donne «usino» la «scusa» dell'alcool per denunciare come violenza un rapporto a cui invece avevano acconsentito. Moltissime denunce di violenza non hanno alcun seguito proprio perché vengono liquidate come «senza futuro» dalla polizia o dal magistrato. Nonostante le modifiche proposte la giuria dovrà comunque essere «convinta», oltre ogni ragionevole dubbio, che si tratti di stupro. E naturalmente a doverlo dimostrare dovranno essere le donne. L'anno scorso aveva fatto scalpore la dichiarazione di un magistrato di Swansea sul caso di una giovane studentessa stuprata che aveva ammesso di non ricordare l'accaduto perché troppo ubriaca. Secondo il giudice l'uomo era innocente perché «un consenso ubriaco è pur sempre un consenso».
Attualmente meno del 6% delle accuse di stupro arrivano ad una condanna.