Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 17 giugno 2009




La Cassazione condanna l’idraulico “palpeggiatore”

Il caso di Monfalcone.
Senza successo un idraulico friulano di 67 anni ha sostenuto, in Cassazione, che il palpeggiamento dei glutei di una bella signora, nella casa della quale era andato per riparare le tubature, era stato un «movimento anomalo» al quale, senza colpa, si era lasciato andare: la Suprema Corte, infatti, ha confermato la condanna a nove mesi e dieci giorni di reclusione per Iginio M., l'idraulico palpeggiatore, confermando il verdetto emesso nel novembre 2007 dalla Corte d'appello di Trieste.
I fatti sono avvenuti a Monfalcone e nascono dall'approccio di Iginio M. che vedendo, nell'appartamento dove era stato chiamato per riparare l'impianto idraulico, la bella sorella della sua cliente non aveva saputo trattenersi e le aveva detto: «Che bella che sei!», l'aveva abbracciata per impedirle di uscire dalla stanza e, nonostante le «ripulse» della signora, aveva continuato a stringerla «toccandole con insistenza i glutei». La donna, peraltro incinta di due mesi e mezzo, non aveva strillato per non spaventare il nipotino presente in casa e al termine della riparazione aveva pagato l'idraulico e anche il suo assistente. Subito dopo, però, era andata al pronto soccorso dove le era stato rilasciato un referto che attestava lo stato ansioso e aveva sporto denuncia.
Durante il processo, e anche innanzi alla Suprema Corte, l'idraulico ha sempre sostenuto di aver fatto complimenti alla signora per la sua bellezza, di averle cinto le spalle con un braccio e di «averle sfiorato involontariamente la schiena con un movimento anomalo».
Ma questa tesi non ha convinto nemmeno la Cassazione che ha condannato Iginio anche alla multa di mille euro in favore della Cassa delle ammende.