Gonars. Alessio Salvin è stato condannato a 4 anni e 2 mesi. Gli amici chiedono di riaprire il processo
Abusò di una 14enne: petizione per farlo uscire dal carcere
GONARS. Ha usato violenza nei confronti di una ragazzina di 14anni, affetta da disturbi comportamentali, e per questo è stato condannato a 4 anni di reclusione, che sta scontando in carcere a Padova. Ora a difenderlo è un gruppo di giovani di Gonars, supportati dai loro genitori, che ha avviato un’anomala petizione (già 150 le firme) per chiedere la riapertura del processo, o la commutazione della pena, per Alessio Salvin, 27enne del paese. La petizione sarà inviata al sindaco di Gonars e al Tribunale del riesame. Il reato era avvenuto nel 1998: all’epoca dei fatti il giovane aveva appena compiuto 18 anni. Assieme ad altri cinque ragazzi (all’epoca si era parlato di un “branco”), il giovane era stato accusato di un atto di violenza sessuale nei confronti di una minorenne (allora la ragazza aveva 14anni) con disturbi alla personalità.
Dopo nove anni, il mese scorso la Cassazione ha emesso la sentenza definitiva (in precedenza era stato condannato dal Tribunale di Udine e in Appello) condannando il giovane a quattro anni e due mesi di reclusione, che sta scontando nel carcere di Padova.
Nonostante la giustizia abbia fatto il suo corso e ci sia stata una condanna definitiva, a difenderlo, descrivendolo come «un bravissimo ragazzo, discreto, appassionato di motori con l’hobby del motocross», c’è un gruppo di giovani del paese che spiega così l’incredulità per la sentenza di condanna: «Alessio è un ragazzo di 27 anni di professione meccanico, normalissimo come tutti noi, però al centro di una storia che lo vede scontare ingiustamente quattro anni di carcere».
«Noi ragazzi, su questa triste vicenda, ci poniamo molte domande. Una di queste è: come si può mandare in carcere una persona che dal giorno dei fatti, il 1999 (quando aveva appena compiuto 18 anni), ad oggi, nel 2007, non ha commesso nessun reato, si è sempre comportato bene e inoltre è anche incensurata? Come può essere incarcerato per un episodio sul quale restano ancora molti dubbi e molte domande senza risposta? Pensavamo che con i fatti che ogni giorno si vedono in televisione e sulla stampa, chi l’ha giudicato avesse tenuto conto della sua condotta (che è stata sotto gli occhi di tutti), dandogli almeno una possibilità di continuare la sua vita».
Insomma, si chiedono i giovani promotori dell’iniziativa, «se pena deve essere, perchè non commutarla in un altro tipo di “condanna” (servizi sociali, arresti domiciliari, obbligo di dimora). Noi tutti stiamo dando il proprio sostegno ad Alessio, sottoscrivendo la petizione affinchè possa ritornare tra di noi».
Francesca Artico