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COSI’ SI MUOVE UN ITALIANO!
Eccola, puntuale come una cambiale, la squadraccia fascista; puntualmente evocata e richiamata dalla strumentalizzazione politica, dallo sfruttamento delle emozioni, dal populismo, sempre, invariabilmente, regressivo.
E via, un altro passo indietro per le donne, il cui corpo violato questa volta è solo strumento per dare il là alla violenza etnica.
Povera Giovanna,
massacrata due volte; dal suo assassino e dalla stritolante ipocrisia politica.
Accadeva spesso che le donne fossero violentate due volte: una volta dal violentatore nel luogo in cui il fatto si consumava; la seconda da una qualche corte di giustizia nei tribunali dove si avrebbe dovuto riparare alla violenza subita. Ai tempi del “processo per stupro”, per intenderci, quando la vittima, grazie alle pesanti e offensive insinuazioni degli avvocati diventava colpevole. Accade ancora, per carità; ne abbiamo sentite in questi anni di sentenze con motivazioni grottesche: violenza improbabile con una donna che porta i jeans, reato meno grave se non è vergine, reato ancora meno grave se è solo convivente, attenuanti se uno è sardo …perché laggiù le donne gli uomini le torturano per tradizione… Certo in quel caso il giudice era tedesco e la visione distorta del popolo sardo deriva dall’arzigogolo mentale architettato pur di trovare attenuanti.
In questo caso la donna è morta e il suo assassino è un rumeno. Un’aggravante assoluta per chi discute in queste ore intorno a questo delitto. Ma si badi: non per il raccapriccio dell’atto compiuto, non perché un’altra donna è stata uccisa tornando a casa, come altre prima di lei fuori e dentro casa, non perché questa continua violenza sulle donne è
un pugno nello stomaco e un urlo nel cervello … no … in queste ore tutto lo stivale discetta sui rumeni.
Nel forum aperto in iternet da La Repubblica, su circa 80 pagine, non ci sono scritti che non si avvitino su questo; sul tenerli o buttarli… Chi parla del fatto accaduto? Ovvero di una donna massacrata, probabilmente violentata; dell’ennesima vittima di una violenza squisitamente maschile con percentuali che la dicono al
70 % famigliare, perifamigliare e quindi nazionale? Nessuno.
Ma gli stupratori e i massacratori di donne italiani, cos’hanno di diverso da quelli rumeni? Perché contro di loro non si solleva lo sdegno popolare, perché addirittura una pubblica amministrazione si attiva per pagare gli avvocati difensori di un gruppo di ragazzi denunciati per stupro? Perché la reiterata e incestuosa violenza su una bambina da parte di padre e fratello merita solo due righe in cronaca? E solo due righe in cronaca lo stupro di una donna incinta che chiede un passaggio in macchina a un amico? E perché nel 2007 un uomo ha potuto violentare una bambina di quattro anni -poi morta- e dire “ma le donne non sono nate per questo?” e nessun forum è stato aperto per disquisire su queste realtà tutta nazionale da oscura epoca medioevale? Zitti, zitti, zitti tutti.
Così si muove un italiano!
E’ stata una donna rumena, quasi a gettarsi sotto l’autobus per fermarlo, chiamare soccorso e testimoniare di quello che aveva visto.
Cosa avrebbe fatto un italiano? Domanda legittima, visto che molte vittime raccontano di urlare, gridare, ma talvolta è come se la città diventasse un sordo deserto. Non a caso le regole minime di autodifesa consigliano di non gridare “aiuto!” ma “al fuoco!”.
A questo siamo.
L’ipocrisia socio politica smania per trovare l’uomo cattivo. Ci prova Daniela Santanchè superstar mediatica alla prima del processo per Hina la ragazza sgozzata dal padre; lei, rappresentante di un partito sessista e fascista lo trova nel musulmano, poi c’erano gli albanesi, oggi l’uomo cattivo è il rumeno. Il rumeno delinque, certo, talvolta con una crudeltà, che, pur non avendo niente da insegnare a due tranquilli coniugi di Erba, fuor di dubbio, delinque. Ma anche qui, sarebbe interessante fare un po’ di conti; Napolitano ha appena detto che senza gli immigrati l’Italia si ferma; bene: quanta è tenuta in moto dal lavoro nero rumeno sul quale delinque e incassa l’italiano? E quanto l’italiano foraggia il delinquere rumeno richiedendo il servizio delle prostitute schiave? Per sua sfiga, Don Benzi prima di morire, non ha parlato contro l’aborto, e quindi non ha trovato amplificazione mediatica, tutt’altro, visto che ha parlato di ”italiani lupi feroci” che massacrano le schiave prostitute …”voi oggi in Italia sbranate più di 30.000 ragazze rumene, delle quali … il 50% sono bambine. Siete voi che foraggiate i criminali romeni che le tengono schiave con almeno 200 milioni di euro l’anno di guadagno”. Il prete ha dato un po’ di numeri, ma sono numeri che non contano in questo costante falso in bilancio delle algide coscienze italiane. Né queste si accorgono che nuove
generazioni di piccoli violenti, bulli e bulle prodotti di famiglie per male e soprattutto per bene oggi si allenano a scuola e sugli autobus, in attesa che il campo delle loro performance a danno dei più deboli sia amplificato, come agli adulti piace che sia amplificato oggi a tutta l’etnia rom. Così, il corpo massacrato di Giovanna è stato usato come leva per togliere ogni freno a fremiti di pulizia etnica, per aprire la strada al nuovo fascismo non meno machista, sessista e schifoso. Il forzanuovista e neonazista poclama: “guai a chi tocca le nostre donne!”, sigillo di proprietà e d’uso, implicito invito all’uso e all’abuso delle donne degli altri. Che orrore! Il saccheggio delle donne così continua, naturalmente ad opera di maschi extracomunitari, comunitari, e in primis nostrani. Quelli che si muovono nella morale familiare, nella complicità culturale, nel silenzio sociale… l’innominato, gli intoccabili.

Dumbles -feminis furlanis libertaris- novembre 2007