Articolo e immagine da "Il Nuovo" del 22 maggio 2003
Rivoluzione per le donne: arriva la giacca anti-stupro
Con il contributo del Mit di Boston, due ricercatori hanno realizzato un giubbino in grado di rilasciare una scarica elettrica, per stordire gli aggressori. Niente da fare per gli uomini: prevista solo la taglia small

di A. Con.
BOSTON – Chi si azzarderebbe ad aggredire una donna col rischio di ricevere una scarica elettrica da 80 mila volt? A partire da questa considerazione e tenendo presente che negli Stati Uniti tre donne su quattro, secondo il bureau of Justice, subiranno almeno un’aggressione nella loro vita, due ricercatori americani, Adam Whiton e Yolita Nugent, hanno sviluppato e realizzato, con il sostegno del Mit di Boston, un giubbetto elettrico anti-stupro, il No-contact jacket.

Basta con gli spray accecanti, che possono essere facilmente strappati di mano, e con le pistole, non sempre facili da usare: la donna del XXI secolo avrà a disposizione una vera e propria “armatura” elettrica, che la proteggerà dai contatti indesiderati.

È sufficiente, infatti, premere un pulsante sistemato nel polsino per attivare il circuito elettrico inserito sotto il tessuto. Se un aggressore tocca il giubbetto subisce una scarica elettrica che lo stordisce, interferendo con il suo sistema neurologico: le conseguenze sono perdita di equilibrio e disorientamento. La via di fuga, così, è libera.

Ma, se la sicurezza è al primo posto, il giacchino anti-stupro non lascia a desiderare neanche sotto il profilo del design: nero, allacciato con la zip, corto in vita e con il collo alto, il No-contact vuole essere un misto fra “tecnologia, arti visive, moda, cultura e mercato di massa”, come sostengono i suoi stessi creatori, che hanno deciso di realizzarlo solo nella versione small, per circoscriverne l’utilizzo solo al mondo femminile.

L’obiettivo, infatti, è realizzare una difesa passiva “non-aggressiva”, ma che non incentivi la violenza. Per questo motivo non è prevista una versione per uomo, dal momento che le donne sono le più esposte alle aggressioni, soprattutto di tipo sessuale.

Il progetto, che non è ancora arrivato alla fase commerciale, è stato sviluppato con il contributo dell’Mit centre for Advanced visual studies grazie anche alle donazioni della DuPont, l’azienda chimica che ha realizzato il tessuto per l’imbottitura.

Quando una donna si trova in una situazione di rischio potenziale, come un quartiere malfamato o un parco di notte, può attivare il sistema: una spia luminosa segnala che è in funzione. Al momento dell’aggressione, le basterà schiacciare uno dei due pulsanti appesi nella parte interna della manica, all’altezza del palmo della mano, per lanciare la scarica elettrica.

Questo sistema sfrutta, fra l’altro, la naturale reazione di paura che spinge a stringere le mani. Uno strato di tessuto isolante, poi, protegge dalle scariche elettriche la persona che indossa il giubbetto. Una svolta nella vita delle donne? Si vedrà, quando il No-contact jcket arriverà sul mercato e le donne potranno effettivamente provarlo. A meno che le autorità non impongano l’obbligo di porto d’armi per indossarlo.