La vittima: "Gridavano tocca a te, lesbica". L´appello alle studentesse americane dopo due tentati stupri in pochi giorni
"Violentata perché omosessuale"
L´assalto in Versilia. Il console Usa a Firenze: non uscite da sole
Dopo la denuncia, la rabbia delle associazioni gay Presentata una interrogazione al ministro degli Interni
A luglio l´assalto a Torre del Lago in una zona dove sono già avvenuti episodi simili
FRANCA SELVATICI
FIRENZE - Aspettavano nel buio della pineta e le sono saltati addosso in due. È accaduto il 18 luglio in Versilia, a Marina di Torre del Lago, nei giorni del Gay Pride, non lontano da un locale frequentato da donne omosessuali. Ieri Paola, 35 anni, nome di fantasia, un bel viso intelligente, ha deciso di rendere pubblica l´aggressione subita.
L´allarme per le violenze sessuali si allarga in ogni parte d´Italia. A distanza di tre notti, due ragazze americane sono state aggredite nel centro di Firenze. La prima, una studentessa di 18 anni, è stata violentata da un uomo che l´ha terrorizzata dicendole che aveva una pistola. L´altra, una turista di 29 anni, è stata spinta in un portone da un immigrato nella pericolosa zona della stazione centrale, ma è riuscita a divincolarsi e a fuggire. Ieri il console americano Nora Dempsey ha lanciato un appello dai microfoni di Sky Tg24: «Ragazze, la sera non uscite da sole, ma sempre in gruppo». I poliziotti della questura di Firenze vanno nelle numerose università per stranieri ad illustrare i comportamenti a rischio da evitare.
In questo quadro di emergenza, il caso di Torre del Lago inserisce un elemento in più: la omofobia. La comunità gay non ha dubbi. È stato un crimine di odio contro l´omosessualità. A Firenze, nella sede dell´Arci Gay, Paola ha ricordato quegli attimi di umiliazione. Al suo fianco c´erano Titti De Simone, segretaria nazionale di Arci Lesbica e deputato di Rifondazione Comunista, Alessio De Giorgi, segretario di Arci Gay toscana, Alessia Petraglia, vicepresidente dell´Arci toscana e consigliere regionale ds.
Insieme con Franco Grillini e con Vladimir Luxuria, Titti De Simone ha presentato una interrogazione al ministro degli interni Giuliano Amato, segnalando la pericolosa escalation di violenze contro la comunità gay, là dove esce dal silenzio e si rende visibile. I deputati chiedono maggiore attenzione e prevenzione per i crimini che nascono dall´odio omofobico. Nella interrogazione spiegano che dal 1998 Torre del Lago, una frazione di Viareggio, è divenuta un punto di riferimento per le vacanze degli omosessuali italiani e stranieri, grazie al progetto "Friendly Versilia" che ha voluto dare visibilità e dignità alla presenza turistica omosessuale. Lungo la Marina di Torre del Lago sono nati bar, ristoranti, discoteche e spiagge attrezzate. Si è creata una sorta di villaggio gay nel quale intorno al Ferragosto viene organizzato ogni anno il Gay Pride. Le comunità locali hanno dimostrato - sostengono i tre deputati - un buon senso dell´accoglienza. Ma al crescere della visibilità gay ha corrisposto anche una crescita dell´odio. In giugno i frequentatori di un locale sono stati derisi e insultati da un gruppo di picchiatori. Uno di loro aveva come suoneria del cellulare Faccetta Nera. Alla fine della serata il cuoco del locale è stato pestato. Non si contano i casi di furto o di rapina ai danni di singoli o di coppie gay appartate di notte in spiaggia. Il 18 agosto c´è stata l´aggressione in pineta di cui è rimasta vittima Paola. E due settimane prima nello stesso luogo un´altra donna era stata aggredita ma era riuscita a sfuggire ai violentatori.
Sullo sfondo - segnalano i deputati - c´è l´attivismo della sezione locale di Forza Nuova, che ha diffuso volantini a Viareggio e a Torre del Lago, «invitando i cittadini a sbarazzarsi della presenza turistica gay e lesbica», e ha tentato di manifestare contro il Gay Pride. È stata - sostengono i deputati - «una campagna di odio omofobico». E al ministro propongono, fra l´altro, di estendere anche ai crimini contro l´omosessualità le tutele previste dalla Legge Mancino contro i delitti dettati da motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.