Vicenza, la vittima si è confidato col fratello più grande: il suo racconto giudicato attendibile dallo psicologo
A 15 anni violenta il cuginetto di 6
La confessione tra le lacrime: "L´avevo visto fare su un video porno"
La vicenda risale all´estate scorsa, ma è emersa solo dopo mesi
ANDREA IANNUZZI
VICENZA - Ha violentato il cuginetto di 6 anni, durante una serata di svago in famiglia, mentre nell´altra stanza i rispettivi genitori chiacchieravano senza sospettare nulla. E per lungo tempo quello che era accaduto è rimasto nascosto: ci sono state altre cene, altri incontri, altre occasioni di incontro fra i due. Mesi dopo, messo alle strette, piangendo e disperandosi il più grande ha confessato l´inconfessabile: i suoi sensi di quindicenne, sconvolti e sovraeccitati da un video porno visto su internet con gli amici, non avevano resistito all´impulso sessuale, sfogato sul bambino più piccolo, sul compagno di giochi innocenti, sul cugino affettuoso e inconsapevole. Tra le lacrime il ragazzo ha confermato il racconto che il bimbo aveva fatto prima al fratello e poi a uno psicologo, gettando nell´angoscia due famiglie legate da vincoli di sangue e di amicizia. Ha anche detto che si era trattato di un solo episodio, mai più ripetuto, nonostante i due si fossero trovati altre volte a giocare insieme da soli, prima che si scoprisse la verità.
La vicenda, accaduta alla fine della scorsa estate nel vicentino, è emersa solo nelle ultime settimane, quando il cugino più piccolo ha trovato la forza di parlarne con il fratello dodicenne, che ha subito avvisato i genitori. A quel punto, con il supporto di uno psicologo, il bambino è stato aiutato a ricordare e a raccontare la violenza di cui era stato vittima: una ricostruzione considerata attendibile, che però aveva bisogno di una conferma da parte del presunto aggressore. Alla fine, ascoltato dagli investigatori, il quindicenne ha ammesso la sua responsabilità, spiegando che l´abuso sessuale era andato al di là delle sue intenzioni. Per cercare di giustificare un gesto così tremendo, il ragazzo ha spiegato di essere stato turbato dalla visione di un video pornografico su internet, insieme agli amici, qualche giorno prima del fattaccio. Ha detto di aver agito quasi inconsapevolmente, ha giurato che non era sua intenzione fare del male al cuginetto, tant´è vero che negli incontri successivi non l´ha mai più toccato con un dito. Si è reso conto della gravità del suo comportamento e ha chiesto perdono. Toccherà ora alla procura dei minori di Vicenza chiarire il contesto della vicenda, ma ad essere messa sotto accusa è soprattutto la tecnologia che consente a chiunque libero accesso a materiale pornografico online.
«Sono due le vittime in questo triste episodio - commenta don Fortunato di Noto, in prima linea nella lotta alla pedofilia e allo sfruttamento sessuale dei minori - causato da una normalizzazione e banalizzazione della sessualità troppo spesso veicolata dai media, soprattutto internet, con una frequenza incontrollata. Non invochiamo ovviamente censure ai contenuti della rete, ma è bene che comprendiamo che gli abusi avvengono ora più che mai non virtualmente ma realmente e la trasgressione è diventata normale anche tra i bambini. Dobbiamo interrogarci sui nuovi profili di minori devianti, è una tipologia in costante aumento. Non sono, purtroppo, casi isolati». Per Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, è necessario «fare prevenzione fuori di casa, nella scuola e nella comunità. Avvicinare un bambino precocemente a immagini pornografiche o di violenza sessuale provoca grandi tensioni».