Articolo da "La Repubblica "
del 23 novembre 2005

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Nel
´95 la vittima, 25 anni, aveva fatto condannare l´uomo. La sorella del
ricercato: "Per lui fargliela pagare era un´ossessione"
Uccisa
per vendetta dal suo stupratore
Biella,
voleva punirla per la vecchia denuncia: ora è in fuga
MEO
PONTE
BIELLA
- Pensavano ad un incidente stradale, era una vendetta covata per anni.
Deborah Rizzato, una giovane operaia di 25 anni di Cossato è stato
uccisa ieri mattina mentre entrava in fabbrica a Trivero dall´uomo che
aveva abusato di lei e di un gruppo di sue coetanee dieci anni fa.
Emiliano Santangelo, 32 anni, un altro paesino del Biellese separato da
Cossato dalla Serra, la montagna di Ivrea, è fuggito non ha mai
nascosto la sua intenzione di vendicarsi delle ragazzine che lo avevano
fatto finire in una cella per tre lunghi anni nel ‘95. Aveva continuano
a minacciarle, guadagnandosi nuove denunce e altri processi. «Per lui
vendicarsi di quella condanna era un´ossessione - ammette Rosaria, la
sorella che con la madre divideva con lui la casa nel centro di Carema
su cui lui aveva affisso la targa di avvocato - aveva giurato di
fargliela pagare. Non perdeva occasione di perseguitare Deborah e le
sue altre vittime». Lo aveva fatto ancora nei mesi scorsi, giurando di
diffondere le foto scattate quando aveva abusato di loro. Deborah e le
altre, ormai donne e non più bambine, avevano risposto con altre
denunce. L´ultimo processo Emiliano Santangelo lo aveva subito ad
agosto ma contro la sua folle sete di vendetta i provvedimenti di
pubblica sicurezza, gli obblighi di firma non avevano avuto effetto
alcuno. Erano le sette di ieri mattina quando Deborah Rizzato è
arrivata alla guida della sua Peugeot 206 nel parcheggio dell´azienda
tessile di Trivero dove nel settembre 2004 era stata assunta come
addetta al controllo dei tessuti. La vecchia Dedra le è arrivata
addosso all´improvviso, lei probabilmente ha riconosciuto l´autista che
l´aveva speronata e riuscita a scendere della sua vettura. Emiliano
Santangelo ha cercato di investirla ancora, poi è sceso anche lui,
impugnando un coltello. L´ha pugnalata una decina di volte, finendola
dietro un´altra auto in sosta poi è fuggito con la Peugeot della sua
vittima. Nessuno ha visto nulla. Solo due operai poco più tardi hanno
notato la vecchia Dedra ammaccata e lasciata di traverso sulla strada.
Quando si sono avvicinati hanno scoperto il corpo massacrato della
giovane. «Ma abbiamo pensato ad un pirata della strada e chiamato il
118 anche se lei non respirava più» hanno raccontato. Con l´ambulanza
però è arrivata anche una pattuglia di carabinieri a cui è bastata
un´occhiata per capire di essere di fronte alla vittima di un delitto.
Una rapida indagine ha scoperto che la macchina del delitto, la Dedra,
due giorni fa era stata acquistata ad Aosta da Emiliano Santangelo,
l´archivio ha fatto il resto permettendo di ricostruire il delitto e di
iniziare la caccia all´assassino che è ancora in corso. I carabinieri
hanno allargato le ricerche in tutta Italia e a tutti i posti di
frontiera. Confidano di arrivare presto alla cattura perché l´uomo non
ha denaro dietro. Oggi, intanto, sarà effettuata l´autopsia sul corpo
della vittima.
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