| Firenze, tutti arrestati. "Si vantavano con gli amici" Una tredicenne sequestrata e stuprata da quattro coetanei Minacce telefoniche dai genitori degli accusati LAURA MONTANARI I genitori della tredicenne avevano notato qualche atteggiamento strano della figlia, qualche silenzio in più, molte telefonate ricevute dalla ragazza sul cellulare. Hanno cominciato a fare domande e piano piano, a fatica, la giovane, fra reticenze e ammissioni, ha raccontato di quella mattina in cui non è andata a scuola, ma a casa di uno dei compagni. Erano in cinque insieme a lei. «Sì mi hanno spogliata» ha detto. Poi il resto, due ore da incubo. Quelli che la chiudono nella stanza da letto, lei che tira calci, che si dimena, la violenza sessuale, la vergogna, la paura per le minacce che le arrivano sul telefonino nei giorni seguenti. Lei riceve ancora sul cellulare qualche chiamata, a minacciare adesso sono i genitori di alcuni degli accusati. La famiglia della ragazzina presenta la denuncia ai carabinieri. Dei cinque compagni di scuola, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori dell´Arma, uno solo non partecipa alla violenza. Non riesce a impedirla, però. E quando gli altri gli dicono «ora è il tuo turno», lui si nega, grida agli amici di smetterla, di andare via. Alla fine, la ragazzina si riveste e torna a casa. Seguono altri giorni difficili. La tredicenne è sotto choc. Adesso la segue uno psicologo che dovrà aiutarla a superare il ricordo di quello che ha subito. «Per favore, non parlate di branco o di baby gang» spiega il procuratore minorile di Firenze Aldo Nesticò: «E´ stato un abuso molto pesante, ma ricordatevi che si tratta di ragazzini. Abbiamo deciso di chiedere l´arresto per lanciare un messaggio chiaro: nei rapporti la violenza e la prevaricazione non ci deve mai essere. Ci siamo preoccupati anche per l´atteggiamento di alcuni genitori: difendere a spada tratta il figlio quando ha sbagliato è un atteggiamento inaccettabile sul piano educativo». |
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