Articolo da "La Repubblica" del 16 aprile 2003
Firenze, tutti arrestati. "Si vantavano con gli amici"
Una tredicenne sequestrata e stuprata da quattro coetanei
Minacce telefoniche dai genitori degli accusati

LAURA MONTANARI
FIRENZE - In quattro, due ragazzini di quattordici anni, due di quindici, sono finiti nel carcere minorile di Firenze con l´accusa di aver sequestrato e violentato una loro compagna di scuola. Lei ha tredici anni e abita in un paese della provincia, lo stesso dei suoi aggressori. Per una settimana ha taciuto tutto, è andata regolarmente a scuola, nella stessa media inferiore frequentata dai quattro, non ha parlato con nessuno di quello che è accaduto la mattina del 2 aprile. E´ stato il maresciallo della stazione dei carabinieri a raccogliere al bar del paese qualche «si dice in giro che...». Sono cominciate le indagini, i riscontri, sembra che i quattro studenti si vantassero dell´impresa con gli altri compagni di scuola.

I genitori della tredicenne avevano notato qualche atteggiamento strano della figlia, qualche silenzio in più, molte telefonate ricevute dalla ragazza sul cellulare. Hanno cominciato a fare domande e piano piano, a fatica, la giovane, fra reticenze e ammissioni, ha raccontato di quella mattina in cui non è andata a scuola, ma a casa di uno dei compagni. Erano in cinque insieme a lei. «Sì mi hanno spogliata» ha detto. Poi il resto, due ore da incubo. Quelli che la chiudono nella stanza da letto, lei che tira calci, che si dimena, la violenza sessuale, la vergogna, la paura per le minacce che le arrivano sul telefonino nei giorni seguenti.

Lei riceve ancora sul cellulare qualche chiamata, a minacciare adesso sono i genitori di alcuni degli accusati. La famiglia della ragazzina presenta la denuncia ai carabinieri. Dei cinque compagni di scuola, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori dell´Arma, uno solo non partecipa alla violenza. Non riesce a impedirla, però. E quando gli altri gli dicono «ora è il tuo turno», lui si nega, grida agli amici di smetterla, di andare via. Alla fine, la ragazzina si riveste e torna a casa. Seguono altri giorni difficili. La tredicenne è sotto choc. Adesso la segue uno psicologo che dovrà aiutarla a superare il ricordo di quello che ha subito.

«Per favore, non parlate di branco o di baby gang» spiega il procuratore minorile di Firenze Aldo Nesticò: «E´ stato un abuso molto pesante, ma ricordatevi che si tratta di ragazzini. Abbiamo deciso di chiedere l´arresto per lanciare un messaggio chiaro: nei rapporti la violenza e la prevaricazione non ci deve mai essere. Ci siamo preoccupati anche per l´atteggiamento di alcuni genitori: difendere a spada tratta il figlio quando ha sbagliato è un atteggiamento inaccettabile sul piano educativo».