Articolo da "La Repubblica " del 10 gennaio 2006


Prescrizione per un padre che aveva abusato della figlia. L´opposizione: che ne dice Veronica Berlusconi?
Violenza sessuale, niente condanna scontro a Palermo sulla ex Cirielli
I penalisti contro la legge: norma ingiusta, sciopero dal 16 al 18 gennaio

ALESSANDRA ZINITI
PALERMO - Lei, la bambina, adesso ha 19 anni e una nuova famiglia. Ma, ovviamente, non ha mai dimenticato gli abusi subiti nella sua infanzia dal padre padrone. Una storia triste e drammatica spazzata via ieri con un colpo di spugna dalla "ex Cirielli", la legge che riduce i tempi di prescrizione dei reati e manda a casa impuniti i responsabili di crimini commessi molto tempo addietro.

Come nel caso di Giuseppe B., 42 anni, l´uomo che è stato mandato libero dai giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo presieduto da Vittorio Anania che hanno dichiarato prescritto il reato proprio in base alla legge ex Cirielli. Una sentenza clamorosa che fa insorgere l´opposizione: «Vorrei proprio sapere, da madre a madre, cosa pensa e cosa prova una donna come la moglie del premier Veronica Lario leggendo che un uomo accusato di atti di libidine violenta nei confronti di sua figlia è stato assolto in base alla legge ex Cirielli approvata dal governo presieduto da suo marito», afferma Dorina Bianchi della Margherita. E proprio ieri l´Unione delle Camere Penali ha annunciato tre giorni di sciopero, dal 16 al 18 gennaio, contro una legge «ingiusta, che va cambiata, che contiene norme incongrue, raffazzonate, contraddittorie ed è sorretta da un´idea della pena degna di uno stato autoritario». In un manifesto che verrà affisso proprio nei giorni della protesta, i penalisti spiegano che la ex Cirielli «terrà in carcere solo i soggetti più deboli e vanificherà la funzione rieducativa della pena».

La storia degli abusi subiti da Roberta risale al ´92. All´epoca lei aveva appena sei anni. Abusi ripetuti e continuati, raccontano le carte del fascicolo processuale. Abusi avvenuti tra le mura di casa quando, approfittando di ogni circostanza utile, il padre toccava la figlioletta nelle parti intime costringendola a pratiche sessuali. Cresciuta in un ambiente degradato, una madre debole che non vedeva o faceva finta di non vedere, Roberta ha potuto tirare fuori il suo dramma molti anni dopo grazie agli assistenti sociali che l´hanno aiutata nel suo percorso di liberazione da un dramma accompagnandola fino all´adozione da parte di una nuova famiglia.

Il racconto fatto dalla piccola Roberta, supportato da una consulenza tecnica e dalle testimonianze di diverse persone, era stato giudicato credibile dal giudice delle indagini preliminari che aveva accolto la richiesta di rinvio a giudizio per atti di libidine violenta avanzata dalla Procura di Palermo mandando alla sbarra Giuseppe B. Quando si è arrivati al rinvio a giudizio erano passati già sette anni dai fatti, era il 1999. Altri sei ne sono passati, grazie ai tempi infiniti dei ruoli del tribunale di Palermo, senza che il dibattimento arrivasse a sentenza. Prima davanti al giudice monocratico, poi davanti al collegio della seconda sezione. Troppi. E ieri, alla ripresa delle udienze, in ottemperanza ai nuovi tempi di prescrizione che la legge ex Cirielli, approvata poco più di un mese fa dal parlamento stabilisce, (7 anni invece dei 15 della vecchia normativa) i giudici si sono visti costretti a dichiarare la prescrizione dei reati contestati all´imputato.

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