Articolo da "La Repubblica.it " del 6 febbraio 2008


Arrestati tre ragazzi dopo la denuncia di una giovane
che aveva subìto la violenza nell'agosto del 2007
Palermo, stupro di gruppo
filmato con i telefoni cellulari

PALERMO - Ha avuto il coraggio di denunciare il "branco" che l'aveva violentata e aveva filmato lo stupro di gruppo con i telefoni cellulari. Grazie alla sua denuncia, sono finiti in manette tre giovani disoccupati di Altofonte, in provincia di Palermo: Benedetto Lo Nigro, 28 anni, Giuseppe Lipari, 26 anni, e Giuseppe Di Carlo, 21 anni (a quest'ultimo sono stati concessi i domiciliari).

Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri di Altofonte e Monreale, alla fine dello scorso agosto la giovane era stata invitata a un appuntamento da Lo Nigro, suo ex fidanzato. La ragazza sperava di riprendere la relazione sentimentale, e dopo aver accettato l'invito si era fatta accompagnare da Di Carlo, amico del suo ex, in Contrada Rebuttone, una zona isolata alla periferia di Altofonte.

Arrivati sul posto, Di Carlo aveva lasciato la ragazza da sola con Lo Nigro, ma a un certo punto era sbucato anche il terzo complice, Lipari. A quel punto erano iniziate le violenze, mentre i due,a lternandosi, riprendevano tutto con i telefoni cellulari. Consumata la violenza, i due giovani avevano chimato il complice "autista" che aveva riaccompagnato la ragazza in paese.

La giovane ha conservato il segreto per oltre quattro mesi, senza mai confessare a nessuno quello che aveva subito. Fino al dicembre del 2007. Venuta a conoscenza dell'esistenza dei filmati, che circolavano sui telefonini di alcuni ragazzi del paese, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri. I militari, coordinati dal sostituto procuratore del Tribunale di Palermo, Marcello Viola, hanno ricostruito la vicenda e individuato le responsabilità dei giovani.

L'autorità giudiziaria, a seguito dell'informativa di reato prodotta dai carabinieri, ha quindi emesso ieri le misure cautelari che nelle prime ore del giorno sono state eseguite. Lo Nigro e Lipari sono stati rinchiusi nel carcere dell'Ucciardone di Palermo, mentre il terzo è stato accompagnato a casa da dove non potrà allontanarsi, né potrà incontrare altre persone fuori dal nucleo familiare, rimanendo sotto il controllo dei militari dell'Arma.