Reggio Emilia, la foto di un suo rapporto sessuale fatta girare con gli mms a sua insaputa
Le sue immagini hard sui telefonini ragazzina di sedici anni tenta il suicidio
La foto scattata in una discoteca frequentata dagli adolescenti del luogo
LUIGI SPEZIA
REGGIO EMILIA -Una studentessa di 16 anni tenta il suicidio perché scopre che la foto di un suo rapporto sessuale è finita sui cellulari dei compagni di scuola. Ancora immagini sexy di una minorenne riprese con le fotocamere dei telefonini e poi inviate ad amici e fatte apparire su Internet. Succede a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, ma questa volta non è la ragazza che per gioco, esibizionismo o soldi trasmette il messaggio agli amici. Questa volta la studentessa è la vittima di una macchinazione fatta da altri, un coetaneo che per pura vanteria o per vendetta manda la sua immagine molto privata con mms agli amici, in un giro che si allarga sempre più da settimane in qua. Lei, quando lo viene a sapere, quando capisce il perché di tante strane occhiate dei compagni, non regge per la rabbia e la vergogna e impugna un coltello. Si ferisce il polso ma non affonda la lama, la sua voglia di vivere è più forte e chiama un´amica, si sfoga con lei fino a quando non viene soccorsa dai genitori e finisce in ospedale, dove è ricoverata da giorni. «Ha bisogno di tranquillità perché è in uno stato di forte depressione», dicono i medici.
La sedicenne frequenta l´Istituto tecnico commerciale di Guastalla, ma la foto non è stata scattata a scuola. È ambientata nel bagno di una discoteca di Cerese di Mantova, locale che attrae adolescenti delle due rive del Po. Un´immagine di sesso rubata da un coetaneo che è stato per qualche tempo il suo ragazzo. Non è noto se chi ha fatto quella foto abbia poi deciso di inviarla con i messaggini compiendo un gesto di bullismo telematico e se questa decisione sia stata presa per ripicca, per far pagare a quella ragazza di averlo lasciato. Secondo un´altra versione, tutto nasce invece per vantarsi di una conquista davanti all´ex fidanzatino della vittima. Indagano i carabinieri di Guastalla, per capire cosa c´è all´origine di tutto questo, mentre i genitori della studentessa si chiudono nel silenzio e non hanno ancora deciso se sporgere denuncia contro ignoti.
All´uscita di scuola, dopo che la notizia è diventata pubblica, i ragazzi commentano la storia con sorrisi e battute divertite, ma solo perché non sono al corrente del dramma vissuto dalla ragazzina. Gli amici più stretti, già informati del tentativo di suicidio, non la mettono affatto in ridere: «Anche se lei ha commesso una leggerezza, perché si è fatta fotografare in quel modo, chi ha inviato i messaggi con il cellulare non si rende conto che le ha rovinato la vita», dicono. Parecchi professori preferiscono non parlare. Una professoressa dice di essere preoccupata per quello che un fatto del genere può significare: «Se è successo in una discoteca magari avevano anche bevuto», azzarda. C´è chi se la prende con la società «che spinge a valori sempre più superficiali». Il preside dell´Istituto prende le distanze dal fatto, accaduto fuori della scuola, ma non dalla ragazza, che sarà aiutata quando tornerà a scuola.