Articolo da "La Repubblica" del 30 maggio 2008




Scomparsi i 20 milioni previsti. Insorge il Pd. La Carfagna rassicura: troveremo altre risorse
Fondi alle donne vittime di violenza deviati verso la copertura dell´Ici
Lombardo ricorre alla Corte Costituzionale: «Quel decreto non si poteva fare»

BARBARA ARDÙ
ROMA - Il governo ha mantenuto la promessa. Cancellerà l´Ici sulla prima casa. Ma il provvedimento costa e per fare cassa, Tremonti taglia qua e là, eliminano, anche quei 20 milioni di euro destinati al Piano per la prevenzione contro la violenza sulle donne. E visto che donna richiama bambino, viene cancellato anche il contributo di 1,5 milioni a Telefono Azzurro. Spiccioli, per un provvedimento che costa quasi due miliardi di euro, ma che scatena una bufera. Per ora solo in Parlamento, con l´opposizione indignata. Mara Carfagna, titolare del ministero delle Pari opportunità, quello che ha subito lo "scippo", è tranquilla. Si limita a dire che i fondi verranno reintegrati e accusa la sinistra di «alzare polveroni». Spiega quindi che i tecnici stanno studiando una normativa ad hoc. «Pene severe e processi veloci». Questa la ricetta della Carfagna, che sembra dimenticare, accusa Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari opportunità, che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia.
E dire che ottenere quei venti milioni non era stato facile. Barbara Pollastrini, ex titolare delle Pari Opportunità s´era battuta come un leone per portarli a casa. E ora che avrebbero potuto essere spesi, spariscono. «Si vergogni Berlusconi - attacca la Pollastrini - cancellare il fondo è un messaggio cinico, un atto spregiudicato». E alle promesse della Carfagna, la Pollastrini non crede. «Doveva dire subito giù le mani da questi soldi - dichiara - le sue sono parole, parole, fumo. Mentre la cancellazione è un atto che ha un forte valore simbolico». Il giudizio è impietoso: «La Carfagna sta facendo il gioco delle tre carte».
Quei venti milioni sarebbero stati spesi nel 2009. Il progetto era già pronto: numeri verdi, un osservatorio per monitorare violenze e molestie, una campagna per il rispetto delle donne e il sostegno alle case anti-violenza e alle associazioni sul territorio.
Un silenzio, quello del ministro, che ha stupito anche la presidentessa di Telefono Rosa, Carnieri Moscatelli, che ha incalzato la Carfagna a «prendere una posizione, altrimenti il suo ruolo si svuota», mentre a Silvana Mura, parlamentare dell´Idv, è venuto «il dubbio, e spero che non sia così, che la Carfagna non se ne sia neppure accorta».
Chi invece s´è accorto subito dello "scippo" ai suoi danni è Raffaele Lombardo, presidente della regione Sicilia e alleato con Berlusconi al governo. Scippo ben più consistente, un miliardo e 400 milioni di euro, destinati alla costruzione di infrastrutture e finiti invece per eliminare l´Ici. Lombardo, leader del Movimento per l´autonomia siciliana, è deciso a ricorrere alla Corte costituzionale. I suoi legali avrebbero infatti trovato un vizio di forma nel modo in cui s´è svolta la vicenda. Il decreto sull´Ici, fu infatti deciso nel primo Consiglio dei ministri che si svolse a Napoli. Lombardo non c´era. E non c´entra il galateo, ma una norma dello Statuto siciliano secondo cui il presidente della Regione partecipa con voto consultivo alle sedute del Consiglio ogni volta che si discutono materie di interesse regionale. «Dunque - chiarisce Lombardo - si è realizzata una violazione dell´articolo 21 dello statuto». E c´è di più. «L´operazione non va bene e non si può fare - spiega Lombardo - perché sta attingendo a fondi destinati a investimenti per dirottarli verso spese correnti».