a milano
Strangola e mura la compagna: arrestato
Lei gli avrebbe detto che non era lui il vero padre del bambino di 4 anni. Il cadavere sfigurato con l'acido
MILANO - Ha strangolato la sua compagna 36enne, peruviana, mamma di un bambino di 4 anni, in un raptus di follia. Poi ha sfigurato il cadavere con l'acido e l'ha murato in un'intercapedine, una sorta di «sarcofago», nel sottotetto dell'appartamento che stava ristrutturando, quello che avrebbe dovuto essere il loro nido d'amore.
LA LITE: «NON E' TUO FIGLIO» - L'agghiacciante vicenda ha come protagonista un imbianchino-muratore 48enne di origini campane residente a Muggiò, vicino a Monza. L'omicidio della donna sarebbe avvenuto venerdì scorso nella casa in ristrutturazione che i due avevano acquistato a Velate, e dove sarebbero presto andati a vivere. A quanto riferito dall'omicida, la sua compagna gli ha confessato che il bambino di 4 anni era frutto di una relazione avuta con un altro uomo: da qui il raptus di follia che, a dire dell'uomo, l'ha spinto a ucciderla. La donna, di corporatura minuta, sarebbe stata afferrata al collo dal compagno, che con un braccio avrebbe stretto sul suo sterno fino a farla spirare. Dopo aver messo la vittima in un sacco, l'uomo si sarebbe recato in due negozi diversi per comprare dell'acido, con cui avrebbe poi cosparso il cadavere. Sfigurata la sua vittima in viso e in altre parti del corpo l'uomo, secondo le ricostruzioni dei Carabinieri di Desio (Milano), avrebbe messo il cadavere in un sacco di plastica e avrebbe costruito un vero e proprio «sarcofago» in cui riporre la compagna, murandola nel sottotetto dell'abitazione in costruzione.
LE CONTRADDIZIONI - Da venerdì a lunedì, silenzio. Poi la decisione di recarsi dai Carabinieri di Desio e denunciare la scomparsa della donna. Una denuncia con alcune contraddizioni, che non ha convinto i militari. «Abbiamo preso accordi con l'uomo per risentirci il giorno dopo - spiega il Colonnello Barbato, del comando di Desio- ma non ci ha contattato, così mercoledì abbiamo chiesto noi un incontro con lui. Dopo un lungo interrogatorio è crollato ed ha confessato tutto». L'uomo, con un piccolo precedente per furto all'interno di un negozio Esselunga nel 1995, è stato fermato per omicidio volontario e occultamento di cadavere e si trova ora in carcere a Monza. Il corpo della donna si trova all'ospedale di Vimercate, in attesa dell'esame autoptico disposto dal pm di Monza Pepe.