La donna, 34 anni e mamma di due figli, era stata aggredita a un distributore. Ritrovata mentre vagava sotto shock in autostrada
SOTTO MINACCIA
GLI ABUSI
IN AUTOSTRADA
Per sette ore ostaggio del "branco"
Cassino, stranieri sequestrano e abusano di una casalinga
Due dei tre, forse rumeni, armati di pistola e coltello. Fatta salire su un´auto
DARIO DEL PORTO
CASSINO - Era sotto shock, con gli abiti strappati e il corpo pieno di lividi. Quando la pattuglia della polizia stradale di Cassino l´ha soccorsa, venti minuti dopo le tre di ieri mattina, stava ancora vagando lungo la corsia Nord dell´Autosole, all´altezza di Castrocielo. Agli agenti la donna, una casalinga di 34 anni, separata e madre di due figli, nata a Napoli ma residente a Castelvolturno, in provincia di Caserta, ha raccontato di essere rimasta per sette ore in ostaggio di tre persone, quasi certamente immigrati rumeni, che dopo averla sequestrata l´hanno ripetutamente violentata.
«Stavo tornando a casa, mi trovavo nei pressi di un distributore di benzina, nel centro di Castelvolturno. Aspettavo un´amica e poi...», ha riferito tra le lacrime.
Due degli aggressori era armati di pistola e di coltello. L´hanno costretta a salire a bordo di un´auto, una station wagon scura, strattonandola per i capelli. Quindi il gruppo si è diretto verso Licola, dove la donna è stata trascinata con la forza all´aperto. «Dovevamo trovarci sulla spiaggia - ha detto - perché sentivo vicino a noi il rumore del mare».
Dopo aver abusato della donna una prima volta, il branco è tornato in auto. L´incubo però non è finito, perché lo stupro è proseguito a bordo della vettura. «Dicevano che mi avrebbero gettato giù da un ponte, temevo di morire», ha aggiunto la vittima. Solo intorno alle tre del mattino è stata lasciata libera lungo l´autostrada, in direzione Roma, dove una ventina di minuti più tardi, all´altezza del chilometro 657, è stata finalmente soccorsa dalla pattuglia della Stradale. Accompagnata dai poliziotti al vicino ospedale di Pontecorvo, la donna è stata medicata e sottoposta agli esami che hanno confermato la violenza. Le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma le cicatrici più profonde, quelle non andranno via tanto facilmente.
Ora è caccia all´uomo in tutta l´area che dal litorale domitio si spinge fino alla zona di Frosinone e Cassino. Un territorio densamente popolato, oggetto negli anni di una massiccia immigrazione, dove sono molto diffusi la prostituzione di cittadine extracomunitarie, in prevalenza nigeriane e nordafricane, e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Qui potrebbe aver trovato rifugio il branco. L´ipotesi che a sequestrare e violentare la casalinga possano essere stati tre cittadini romeni si è fatta strada dopo che, dai ricordi comprensibilmente frammentari della donna, è emersa una parola che la vittima ha detto di aver udito più volte pronunciare dagli aguzzini e che dovrebbe appartenere proprio alla lingua del paese dell´Est europeo.
Le indagini sono condotte dagli agenti della Stradale di Cassino, diretti dal sostituto commissario Italo Acciaioli e dai poliziotti della sottosezione A/1 coordinati dal vicequestore Alessandro Ciotti. Del caso è stata inizialmente informata la Procura di Cassino, ma dovrebbero occuparsene a partire da oggi i magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere, nella cui giurisdizione ricade Castelvolturno. Le ricerche non sono facili, gli investigatori potrebbero visionare anche le telecamere poste ai varchi dell´autostrada con l´obiettivo di individuare la station wagon degli aggressori.