Articolo da "La Repubblica " del 10 gennaio 2006


A San Severo, nel Foggiano, la notte dell´Epifania. Silvia, 18 anni, voleva far pace col suo ex fidanzato
Attirata in un locale dagli amici ragazza stuprata da tre minorenni

CRISTINA ZAGARIA
FOGGIA - Sperava in un appuntamento romantico. Ma era una trappola. È stata stuprata da un branco di ragazzini, capeggiato dal suo ex fidanzato. Silvia appena diciottenne è stata chiusa in un garage e violentata a turno da tre sedicenni, nella notte della Befana, a San Severo, nel foggiano.

Silvia incontra Pietro (sono i nomi di fantasia scelti dalla polizia) in un bar del centro, lui le offre del rhum. Lei è astemia, ma lui le chiede di bere come prova di amore. Quando i due, dopo un giro a piedi, arrivano abbracciati davanti al teatro, luogo di ritrovo dei ragazzi di San Severo, Silvia non sta bene, le gira la testa, ride, poi cade in lunghi silenzi. Pietro però con altri due amici la riporta di nuovo nel bar, questa volta le fa bere della sambuca. Parlano delle vacanze, dei regali di Natale, poi fanno un giro in scooter. Lui la invita nel suo garage per vedere un dvd. Lei, che vuole assolutamente riallacciare la relazione, lo segue. I tre ragazzi e Silvia arrivano nel locale a pian terreno, in un quartiere popolare: una stanza, uno stretto corridoio e un´altra stanzetta. Si siedono sul divano e accendono la tv. All´improvviso, però, va via la luce. Silvia non capisce, si guarda intorno. Vuole fuggire, ma non ha neanche il tempo di gridare. Uno le chiude la bocca con le mani e la tiene ferma con la forza, uno si apposta alla porta, come vedetta, e il terzo la violenta. Così a turno per tre volte. Per un´ora Silvia rimane in balia del branco. Solo quando sviene loro allentano la presa. Lei chiede di uscire all´aperto per respirare un po´. Una volta in strada comincia a correre. Una fuga disperata di duecento metri, fino al cancello del commissariato: "Apritemi aiuto". La ragazza racconta tutto ad una poliziotta. Non dimentica niente. I violentatori, tutti sedicenni, due operai e un muratore, sono accusati di violenza sessuale e sequestro di persona. Gli arrestati negano tutto, continuando a tenere «un atteggiamento freddo, glaciale, del tutto inconcepibile per la loro giovane età» dice il dirigente del commissariato di San Severo, Giuseppe Solìmene. «Lei cercava di riallacciare la storia e invece lui non ne voleva più sapere - dice un´amica della ragazza - Le voleva dare una "lezione"». Secondo Solìmene però «non c´è nessuna vendetta, sarebbe un movente troppo logico. È solo una delle tante storie di una gioventù disperata di provincia».

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