Articolo da "La Repubblica " del 3 dicembre 2005


Hanno sequestrato la giovane sotto lo sguardo degli amici
Banda di bulli che impauriva il paese: "Figli di genitori perbene"
Violenza di gruppo su una 14enne
Arrestati quattro ragazzini a Chieti
La polizia denuncia: "Tutti sapevano, nessuno parlava per paura"

LANCIANO (Chieti) - Violentata a 14 anni da un gruppo di ragazzini appena più grandi. E' successo a Lanciano, in provincia di Chieti: i quattro stupratori (3 quindicenni e un sedicenne) sono stati arrestati. Sono bulletti di quartiere abituati a molestare ragazzi e ragazze della loro età.

Il fatto è avvenuto alla fine dello scorso ottobre in pieno centro a Lanciano, ma è venuto alla luce solo oggi, con l'arresto dei quattro giovani accusati di violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona aggravato. I quattro, che da tempo terrorizzavano gli adolescenti del paese, hanno sequestrato la ragazza nonostante fosse insieme ad amici e poi - in un luogo appartato - hanno abusato di lei.

Ora si sospetta che non si tratti di un caso isolato: la polizia di Lanciano infatti sta indagando per verificare se vi siano state ulteriori violenze messe in atto da questo o altri gruppi. Il questore di Chieti ha definito "gravissimo" che gli amici della giovane vittima che hanno assistito al sequestro, non abbiamo reagito perché terrorizzati.

I ragazzi sono stati rinchiusi nel carcere minorile dell'Aquila e uno nel centro di prima accoglienza per i minori dello stesso capoluogo abruzzese. Frequentavano tutti la stessa scuola e uno di loro, già a 13 anni, era abbastanza noto per pesanti atti di bullismo: recentemente era stato sospeso da scuola per troppe assenze. La circostanza è stata ricordata nella conferenza stampa tenuta dal dirigente del commissario di Lanciano, Paolo Monnanni, che ha definito "per bene" le famiglie di provenienza dei giovani: "I genitori non sono persone facoltose, ma oneste e gran lavoratori".

Gli inquirenti hanno sottolineato che praticamente tutti gli adolescenti di Lanciano erano a conoscenza dell'attività della banda ma i giovani erano terrorizzati e non hanno mai denunciato le prepotenze. La polizia di quartiere aveva avuto un sospetto sull'episodio e per un mese ci sono state indagini, ma gli inquirenti hanno trovato "notevole resistenza" a far luce sull'episodio, hanno detto gli agenti. Solo con difficoltà è stato possibile ottenere la fiducia della vittima e dei suoi amici che, infine, hanno confermato le accuse.

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