Articolo da "La Repubblica" del 23 agosto 2005


La vittima, una donna italiana di 37 anni, è rimasta
nelle mani del gruppo nel parco di Colle Oppio
Violentata per 4 giorni dal 'branco'
Sei persone arrestate a Roma

ROMA - Sei uomini tra i 38 e i 54 anni - un italiano, un romeno, un russo, un ucraino e due moldavi - sono stati arrestati dalla polizia con l'accusa di aver violentato e rapinato una donna italiana di 37 anni a Roma.

I sei sono dei senzatetto che, come tanti, la notte si accampano nel parco di Colle Oppio, sul colle davanti al Colosseo. E in questo posto, secondo il racconto della vittima, anch'essa senza fissa dimora e indigente ,per circa quattro giorni - dal 17 agosto alla notte di domenica 21 - il gruppo l'avrebbe sottoposta a violenze, costringendola ad assumere bevande alcoliche. Ieri mattina poi la donna sarebbe riuscita a fuggire dal parco e a raggiungere una stazione della metropolitana. Qui, colpita da un malore, è stata soccorsa dal 118 e portata al policlinico Umberto I. In ospedale la donna, ancora in stato di agitazione, ha quindi raccontato alla polizia l'incontro con i sei uomini.

La vittima ha riferito, infatti, di aver fatto amicizia con uno di loro alla mensa della Comunità di Sant'Egidio; la donna ha parlato dell'uomo come di "un polacco", ma poi è risultato essere un moldavo di 27 anni. I due avevano bevuto e poi erano rimasti insieme, a un certo punto lui si sarebbe offerto di presentarle "gli altri amici di Colle Oppio" e lei lo ha seguito.

Da quel momento sarebbero cominciate le bevute forzate e le violenze da parte del gruppo.

A nulla sarebbero serviti i tentativi della donna di convincere i suoi aguzzini a lasciarla andare né le richieste di aiuto fatte a un nordafricano che in un primo tempo avrebbe dato ascolto alla vittima ma dopo l'avrebbe riaccompagnata ubriaca dalla banda che la teneva prigioniera.

Gli uomini accusati della violenza già venti giorni fa erano stati fermati dalla polizia e ai cinque stranieri era stati stato intimato di lasciare il territorio nazionale perché clandestini. Ora gli agenti del commissariato di polizia Esquilino stanno cercando di ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti

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